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Complimenti !
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Stephan Siegrist, Thomas Senf e Denis Burdet in vetta all'Arwa Tower (6352m, Garhwal Himalaya, India) lo scorso 7 giugno 2007. Arwa1.jpg, 187 KBLe condizioni meteorologiche Dodici giorni passati in condizioni meteorologiche a tratti avverse che hanno messo a dura prova i forti ed esperti alpinisti. Ma non solo loro. Infatti, per l’intera durata della spedizione, altre cinque persone sono state confrontate con le condizioni meteorologiche del periodo premonsonico della regione del Garwahl. Si tratta dei componenti del team di meteorologi del centro regionale di MeteoSvizzera di Locarno-Monti, che ha organizzato la consulenza meteorologica alla spedizione alpinistica. Dall’arrivo al Campo Base, fino al raggiungimento della vetta, giornalmente a Locarno-Monti sono state elaborate previsioni meteorologiche per i cinque giorni successivi, le quali sono state in seguito codificate e inviate via SMS per telefono satellitare ai membri della spedizione. In questo modo, nonostante alcune difficoltà tecniche dovute ai collegamenti satellitari, gli alpinisti erano costantemente informati sull’evoluzione meteorologica attesa. Disponevano dunque di un importante ausilio per la pianificazione della spedizione, tanto più importante, quanto più si pensa alle condizioni ambientali in cui si svolgeva l’ascesa, condizioni che si possono solo immaginare guardando le prime foto fornite dai membri della spedizione.
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Asia 1: Esempio di una carta meteorologica utilizzata per l'elaborazione delle previsioni. La carta riporta la distribuzione delle nubi a diverse quote (carta elaborata dal CEPMMT / ECMWF).
Asia 2: Esempio di una carta meteorologica utilizzata per l'elaborazione delle previsioni. La carta riporta la distribuzione della pressione al suolo e la posizione delle correnti a getto ad alta quota (carta elaborata dal CEPMMT / ECMWF).
Asia 3: Esempio di una carta meteorologica utilizzata per l'elaborazione delle previsioni. La carta riporta la distribuzione della pressione al suolo e il cumulo di precipitazioni cadute in 12 ore (carta elaborata dal CEPMMT / ECMWF).
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Meteorologi del centro regionale di previsione di MeteoSvizzera a Locarno-Monti al lavoro. Locarno-Monti.JPG, 1.4 MB |
Previsioni per l’Himalaya – una sfida meteorologica I collaboratori di MeteoSvizzera, quale centro di competenza in meteorologia e climatologia alpina, si confrontano giornalmente con l’appassionante compito di cercare di prevedere il tempo nella regione alpina. L’esperienza raccolta in più di 125 anni di attività ha permesso di sviluppare metodi di lavori e strumenti finalizzati all’analisi meteorologica ed alla previsione del tempo in un territorio montuoso. Ciò nonostante, elaborare delle previsioni per una spedizione alpinistica himalayana rappresenta una sfida di non poco conto. Non è, infatti, immediato il trasferimento di conoscenze e competenze in una regione che, per sua collocazione geografica e struttura morfologica, è ben diversa dalle Alpi: la vicinanza con l’equatore, le quote più elevate, la presenza di vallate molto profonde, la posizione fra l’Oceano indiano e l’Altopiano tibetano, … sono tutti fattori che giocano un ruolo non trascurabile nell’evoluzione meteorologica della regione. E inoltre, la previsione richiesta non era una previsione generica per un’ampia area, bensì una previsione per una regione molto circoscritta, idealmente … la sola parete nord. Previsioni per una sperduta vetta in mezzo all’Himalaya: una sfida meteorologica, raccolta con slancio dai collaboratori di MeteoSvizzera. Il successo del 2004, quale base per una proficua collaborazione La collaborazione fra MeteoSvizzera e Stephan Siegrist (e colleghi) risale già ad alcuni anni. Nel 2004, ad esempio, MeteoSvizzera – sempre dal centro regionale di Locarno-Monti – ha fornito la consulenza meteorologica ad una spedizione che ha raggiunto la vetta del Thalay Sagar (6'904 m, pure nel Garwahl Himalaya, India) per una nuova via. Si è potuto in questi anni instaurare un rapporto di fiducia che rappresenta la base indispensabile per una proficua collaborazione. Nonostante la moderna strumentazione a disposizione dei meteorologi (i modelli numerici, i satelliti meteorologici, eccetera) elaborare una previsione per una precisa regione dell’Himalaya è un compito arduo. La mancanza di stazioni di misura in loco crea una difficoltà in più, in quanto l’unico feed-back relativo alla situazione meteorologica in atto può avvenire solo dagli stessi membri della spedizione (quando i collegamenti satellitari lo permettono). In questo contesto, nonostante l’esperienza dei meteorologi, il margine d’incertezza nella previsione può essere a volte ampio. Ecco allora l’importanza del rapporto di fiducia che permette, anche di fronte all’incertezza o all’errore di previsione, di continuare nella proficua collaborazione. MeteoSvizzera ringrazia Stephan Siegrist, Thomas Senf e Denis Burdet proprio per la fiducia dimostrata nei suoi confronti e augura loro ulteriori Lightning Strikes sulle montagne di tutto il mondo.
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