Nuova fase di precipitazioni intense
A meno di una settimana dall'evento di precipitazioni abbondanti di fine ottobre, un secondo periodo di piogge autunnali di rilievo ha caratterizzato i primi giorni di novembre sulla regione alpina, in particolare al sud delle Alpi.
Tra il 29 ed il 30 ottobre la depressione mediterranea si è allontanata verso nordest in direzione della Polonia, lasciando il posto ad una nuova vasta depressione sopraggiunta dal Nordatlantico. Questa si è insediata sulla Francia, per poi spostarsi il 31 ottobre sulla Penisola Iberica. In questo modo si è rigenerata la profonda e vasta saccatura in quota che ricopriva l'Europa occidentale e il Mediterraneo. Buona parte dell'aria fredda presente negli alti strati dell'atmosfera si è isolata, formando un cosidetto "cut off", ossia una circolazione chiusa sul Mediterraneo occidentale. Di conseguenza i venti sulle Alpi non hanno mai smesso di soffiare dal quadrante meridionale, mantenendo a sud delle Alpi una situazione di sbarramento più o meno intensa per oltre una settimana.
Rispetto al primo evento di fine ottobre (vedi rapporto di MeteoSvizzera del 31 ottobre 2008) questo di inizio novembre si è verificato in una massa d'aria generalmente più mite poichè il centro della depressione era situato tra la Francia e il Mediterraneo occidentale. Di conseguenza al nord delle Alpi, al posto delle importanti nevicate di fine ottobre, si è venuta a creare una situazione favonica nelle Alpi. Sull'Altopiano invece la presenza di aria fredda nei bassi strati dell'atmosfera ha favorito la formazione di nebbia estesa e persistente.
A meridione delle Alpi l'afflusso di aria umida era legato a correnti da sud-sudest. Ciò spiega la posizione del massimo delle precipitazioni sul Piemonte Nordorientale, principalmente nella bacino imbrifero del Toce, la cui superficie corrisponde a circa la metà del bacino imbrifero del Lago Maggiore.
Nella notte su mercoledì è affluita in quota aria un po' più fredda, mentre nei bassi strati una forte corrente da sudest continuava a convogliare aria molto mite verso il pendio sud delle Alpi. Nel Mendrisiotto il vento si è fatto sentire con forti raffiche anche a basse quote, in corrispondenza con un rapido aumento della temperatura da 11 a 15 gradi nel pieno della notte. L'afflusso di aria calda nei bassi strati in concomitanza con il raffreddamento in quota hanno provocato una destabilizzazione della massa d'aria, che si è manifestata con ripetuti fenomeni temporaleschi. Questi hanno contribuito ad aumentare ulteriormente l'intensità delle piogge di per sé già abbondanti. I quantitativi maggiori sono stati registrati dalla regione del Sempione alla Valdossola, dove tra lunedì mattina e giovedì mattina sono caduti da 200 a 300 litri di pioggia per metro quadrato. Il limite delle nevicate si è mantenuto prevalentemente al di sopra dei 2000 metri, favorendo così notevoli deflussi che sono andati ad alimentare il livello del lago.
Le precipitazioni rilevate dal radar meteorologico, somma del periodo dal 3 al 6 novembre 2008
Radar72h.gif, 64 KBForza del vento a 1500 metri circa elaborato dal Modello COSMO7. La lunghezza delle frecce è proporzionale alla forza del vento.
Vento1500m.png, 74 KB
La portata del fiume Maggia durante gli ultimi 40 giorni. La curva blu descrive i metri cubi al secondo, che il giorno 5 hanno raggiunto il valore di 700 (fonte: UFAEG).
Maggia.png, 307 KBAndamento del livello del Lago Maggiore, che nella notte tra il 5 ed il 6 ha raggiunto il livello di guardia di 195 m s.l.m. (fonte: UFAEG)
LivelloLago.png, 247 KB
Fenomeni temporaleschi sul Lago Maggiore mercoledì 5 novembre 2008 (Foto S. Zanini)
Temporale.jpg, 2.1 MBFrana a S. Nazzaro, nel Gambarogno ripresa da Locarno-Monti, mercoledì 5 novembre (Foto S. Zanini)
gambarogno.jpg, 2.9 MB






