In montagna la neve è ancora presente con uno strato di 2-3 metri sopra i 2500 metri di quota, spessore appropriato per la stagione, ma che non si è più avuto dal 2001. Quest’anno gli animali hanno dovuto fare i conti con un innevamento più prolungato di quanto erano abituati (o che magari non hanno mai visto). La marmotta della foto presa il 3 maggio nella Valtorta, che negli scorsi anni all’inizio di maggio poteva già trovare qualche foglia verde o almeno qualche spiazzo senza neve, dando seguito al suo orologio biologico per uscire dalla tana quest’anno ha dovuto scavare nella neve, e non di poco...
La volpe (presso la capanna Cristallina) si è invece abituata alla presenza umana e approffitta della maggiore disponibilità di scarti commestibili di una zona abitata. Nonostante sia ancora pieno inverno per quanto riguarda l’innevamento, essa incomincia già a perdere il pelo invernale.
Fig. 1: Uno scorcio della Valtorta, il puntino al centro è la marmotta uscita dalla tana.
Fig. 2: La marmotta ha scavato attraverso uno strato di 1.8 m di neve per poter raggiungere la superficie. Il paesaggio è ancora completamente innevato, ciò che causerà sicuramente qualche difficoltà per procurarsi il cibo.
Fig. 3: La volpe presso la Capanna Cristallina, in attesa di qualche boccone fuori programma, sullo sfondo il Basodino.
Sui versanti esposti al sole, la coltre nevosa si è già fortemente ridotta o in parte è sparita. Sui versanti più ombreggiati è invece ancora ben presente. Oltre i 2600 m sul ghiacciaio, essa presenta temperature negative e non ha ancora iniziato a percolare.
Fig. 4: La coltre nevosa si sta vieppiù trasformando e l'acqua di fusione scorre a valle, alimentando laghi e fiumi. Randinascia, 2200 m slm, sopra Robiei: in alto a sinistra il Basodino. 7.5.08
