Sabato 28 agosto il pendio sudalpino ha goduto di una splendida giornata favonica. La differenza di pressione tra il nord e il sud delle Alpi ha raggiunto valori fino a 10-12 hPa, accompagnata inoltre da venti in quota provenienti da nordovest che hanno convogliato aria viepiù fredda. Vi erano insomma le condizioni ideali per riuscire a spingere il Favonio fino sulla Pianura Padana.
Il Favonio è entrato alle basse quote a partire dalle 9:30, ristabilendo condizioni limpide dopo che l'inversione termica notturna aveva permesso l'accumulo di aria umida negli strati d'aria in prossimità del suolo, il che ha dato luogo alla formazione di foschia (Fig.1 e Fig.2). Il favonio è cessato nella prima parte della notte.
Fig.1: Webcam di Montagnola prima dell'entrata del Favonio (ore 7:00 locali).
Montagnola_20100828_0500.jpg, 271 KBFig.2: Webcam di Montagnola dopo l'entrata del Favonio (ore 15:00 locali).
Montagnola_20100828_1300.jpg, 378 KBDurante una situazione favonica l'aria piuttosto umida presente nei pressi della cresta alpina scende lungo il pendio sudalpino riscaldandosi e diventando sempre più secca. Le tipiche condizioni con presenza di aria favonica (umidità relativa alle basse quote generalmente inferiore al 35%) sono infatti ben visibili sull'analisi dell'umidità alle 15 ora locale (Fig.3).
Fig.3: Analisi dell'umidità relativa del modello di nowcasting INCA (ore 15 ora locale). Da notare l?umidità relativa piuttosto alta al nord delle Alpi e i valori molto bassi al sud. Valori sotto il 35% alle basse quote sono da considerarsi di origine favonica.
20100828_INCA_1100_ana_RH.png, 935 KBLe velocità massime del vento sono sicuramente degne di nota anche se non sono state eccezionali. Alle basse quote si sono raggiunti quasi i 65 km/h a Lugano (58 km/h a Cevio, 60 km/h a Lodrino e Stabio, 54 km/h a Magadino). Sul Monte Generoso si sono raggiunti i 114 km/h), mentre a Poschiavo si è arrivati fino a 83 km/h, il valore più alto nelle vallate, grazie ad un fattore d'incanalamento ottimale. Durante questa situazione favonica non sono state però le velocità massime misurate l'aspetto più interessante. Infatti nonostante il forte raffreddamento in quota osservato (vedi diminuzione della tempertura al Guetsch fino a 8 gradi, Fig.4), le temperature massime sulle pianure Ticinesi sono salite fin'oltre i 29 gradi. Vien quindi da chiedersi come mai l'effetto favonico è stato così marcato.
Nei casi più frequenti di favonio l'aria che raggiunge il Ticino attraversa la cresta alpina in gran parte dalla regione del Gottardo. Scendendo dal passo l'aria si riscalda di 10 gradi ogni 1000 metri. Ciò vorrebbe dire un riscaldamento per le stazioni Ticinesi alle basse quote compreso tra 19 e 21 gradi. Le differenze di temperatura tra il Guetsch nei pressi del Gottardo e le stazioni ticinesi hanno raggiunto dei valori fino a 26 gradi. Nella Fig.5 si possono osservare per 3 stazioni le differenze tra il massimo riscaldamento adiabatico possibile e la differenza di temperatura osservata. Valori sopra lo zero indicano chiaramente un riscaldamento superiore a quello adiabatico. Valori fino a 3 gradi possono essere in parte spiegati con l'effetto del soleggiamento (che però non è così efficiente in situazioni turbolente come quelle favoniche). Considerato che i principi fisici non possono essere sconvolti appare chiaro che l'aria favonica di questo caso proveniva da altitudini superiori, dove l'aria, grazie ad un gradiente termico particolare, aveva delle temperature di riferimento maggiori.
L'osservazione basata esclusivamente sulle temperature è confermata sostanzialmente dalle traiettorie a ritroso calcolate sulla base dei venti del modello numerico COSMO-7 (Fig.6). L'aria che ha raggiunto le nostre regioni proveniva da altitudini corripondenti alla pressione 725-775 hPa (ovvero fra i 2400 e i 2800 metri di altitudine) che ha scavalcato le Alpi in corrispondenza della Valle Maggia, proveniente da nordovest. La direzione di provenienza da nordovest è confermata dal vento misurato per gran parte della giornata a Magadino; esso arrivava infatti da ovest, quindi proprio proveniente dalla Valle Maggia (normalmente giunge da est).
Fig.6: Traiettorie a ritroso dell'aria presente a diverse altitudini (diversi colori) nei pressi di Locarno il 28 agosto alle 14 ora locale. Nel file completo ottenibile sotto si possono osservare pure le sezioni nord-sud. Interessante notare come l'aria che raggiunge le nostre regioni scavalca la cresta alpina nei pressi della Valle Maggia in provenienza da nordovest. In questa regione le altitudini sono superiori alle altitudini tipiche della regione del Gottardo in generale o di quella del Guetsch in particolare. Da notare che la topografia del modello numerico COSMO-7 è comunque molto diversa da quella reale, per cui è probabile che l'orientamento verso nordovest era più accentuato in realtà.
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