Il versante sudalpino è stato interessato da un evento di precipitazioni abbondanti prolungate. In alcune stazioni sono state registrate piogge per ben 68 ore consecutive. Durante le prime 24 ore le precipitazioni sono state deboli con valori orari di 1-2 mm. Ciò ha permesso di umidificare gradualmente il terreno, piuttosto secco data la scarsità delle precipitazioni nelle ultime settimane. In questo modo il suolo ha potuto assorbire le piogge successive quando si sono intensificate.
A livello sinottico questo evento è stato caratterizzato dai seguenti fattori:
- Afflusso di aria molto umida e relativamente calda dal Mediterraneo verso l'Appennino Ligure e la Costa Azzurra. Sulla Pianura Padana la corrente sciroccale è stata più modesta.
- I venti meridionali in altitudine non sono mai stati molto intensi sulle Alpi: al livello di 500 hPa i venti hanno raggiunto al massimo i 40-50 kt. All'inizio provenivano da sud (a parte un "low level Jet" da est sulla Pianura Padana sotto i 1000 metri), ma nel corso dell'evento sono ruotati a sudest.
- La nostra regione è sempre stata nell'aria calda: anche in altitudine non c'è stato un raffreddamento durante la fase attiva dell'evento. Per questo motivo non si è avuta una componente convettiva nelle precipitazioni. In effetti non sono state registrate delle scariche elettriche sul versante sudalpino.
Queste condizioni hanno avuto i seguenti effetti nella nostra regione:
- Precipitazioni regolari, solo in pochi momenti e localmente si sono superati i 10 mm/h (massimo a Stabio 16 mm il 4 novembre alle 22-23, in Val Morobbia una stazione della rete del Cantone Ticino ha sfiorato i 20 mm/h).
- Assenza di temporali che provocano spesso delle precipitazioni intense con rischio di dissesti idrogeologici.
- I quantitativi più importanti si sono registrati nelle Prealpi e non nelle Alpi.
- Le valli del Grigioni italiano hanno registrato valori più modesti, che aumentano in direzione ovest, con valori più importanti sul Piemonte.
- Limite delle nevicate elevato: durante la fase attiva generalmente attorno a 2400 metri.
- Le portate dei corsi d'acqua principali sono rimaste ben al di sotto dei livelli di guardia.
- In base alle informazioni delle autorità del Cantone Ticino non sono stati osservati dei dissesti idrogeologici.
Dati osservati in dettaglio
Sull'insieme dell'evento sono stati registrati i seguenti valori (rete di MeteoSvizzera e rete del Cantone Ticino) in mm (l/m2):
Piotta 109
Chironico 204
Robiei 187
Sonogno 177
Borgnone 282
Locarno-Monti 184
Carena 267
Lugano 166
Stabio 199
L'intensità delle precipitazioni si può dedurre dal grafico di 3 stazioni rappresentative
Andamento del limite delle nevicate sulle Alpi
Differenze con le zone alluvionate in Liguria, Piemonte e Francia meridionale
- In queste regioni si sono avuti dei temporali con precipitazioni intense (p.e. Genova 56 mm in 30') che hanno provocato delle piene improvvise.
- L'aria molto umida proveniente dal Mediterraneo si è scaricata dapprima sui primi pendii orografici dell'Appenino Ligure, delle Alpi marittime fino alle pendici delle Cevennes, dove ad esempio si sono registrati 656 mm in 48 ore.
- Affinché elevati quantitativi di umidità possano raggiungere la cresta alpina sono necessari dei forti venti meridionali in altitudine.
