Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera

Attualità sul tempo

15 dicembre 2009 / E. Müller, S. Bader e P. Hächler, MeteoSvizzera Zurigo

 

Tempesta Lothar, 10 anni dopo

 

Il 26 dicembre 1999 la Svizzera nordalpina (e l'Europa centrale in generale) fu colpita dalla più violenta tempesta mai registrata.


Negli ultimi giorni del 1999, i preparativi per il cambiamento del millennio erano in piena attività e da mesi ci si stava confrontando con scenari catastrofici  legati allo storico cambiamento di data. Non fu però una catastrofe tecnologica che segnò l'arrivo del nuovo millennio, bensì una tempesta di una violenza mai vista in tempi recenti, a coronamento di un anno già segnato da molti eventi di maltempo.

In Svizzera la tempesta causò danni per quasi 1.8 miliardi di franchi, una somma mai raggiunta da nessun altro evento naturale. I boschi e gli edifici subirono i danni maggiori e 14 persone persero la vita e almeno altre 15 morirono durante i lavori di ripristino (in particolare del bosco).

Il rapporto che segue riassume la situazione meteorologica di quel tragico evento.

 

 

Bild 1: Der Sturm am Zugersee. Foto von Andreas Busslinger (Fotoagentur AURA)

Fig. 1: La tempesta sulle rive del lago di Zugo (foto Andreas Busslinger, agenzia AURA).

07.20h: "Die Bodenbeobachtungen von 06 GMT laufen ein, Hauptaugenmerk Frankreich. In Rouen 25.8 hPa Druckabfall in drei Stunden! So etwas habe ich noch nie gesehen über dem Kontinent. Damit wird endgültig klar, dass sich Ausserordentliches anbahnt"

Estratto del diario meteorologico di Gaudenz Truog, previsore di turno a MeteoZurigo il 26 dicembre 1999.

 

Bild 2: Zugbahnkarte des Orkan Lothar

Fig. 2: La traiettoria della tempesta Lothar (ora universale, UTC+1h = ora locale).

Evoluzione sinottica della depressione Lothar

Eugen Müller

 

Per capire lo sviluppo di una tempesta così violenta come Lothar, bisogna considerare la situazione generale e le condizioni avute in precedenza sull'Atlantico del Nord e sull'Europa. A partire dal 20 dicembre 1999 la circolazione atmosferica fu infatti condizionata  dalla formazione di una vasta depressione con centro presso l'Islanda. Nei giorni seguenti la depressione fu alimentata in continuazione con aria fredda di origine artica e aria mite di provenienza subtropicale. 

 

Il 24 dicembre, l'anticiclone sull'Europa  si appiattì completamente e la corrente zonale in quota sopra tutto l'Atlantico del Nord potè estendersi fin sull'Europa centrale. Una depressione secondaria alla correnti si spostò così dall'Irlanda al Mare del Nord, approfondendosi in maniera vistosa, e in seguito sulle Isole Faer Oer, dove assunse la funzione di depressione principale. Alla depressione venne dato il nome di "Kurt“ e il fronte freddo ad essa associato attraversò la Svizzera il 25 accompagnato da venti già molto forti. 


Nel frattempo, sulla zona perturbata di "Kurt"  che interessava praticamente tutto l'atlantico, la sera del 24 si formò un'onda frontale nei pressi della Nuova Scozia, con una pressione iniziale di 1005 hPa. Rafforzandosi in continuazione, l'onda frontale si spostò verso est in condizioni ottimali di apporto di aria caldo-umida e di aria fredda. Il 25 dicembre l'onda passò a circolazione chiusa diventando una depressione secondaria con pressione al centro di 995 hPa. Fino a questo punto non vi furono indicazioni che lasciavano presupporre uno sviluppo così estremo come quello verificatosi nei giorni seguenti.

Bild 3: Synoptische Übersicht (Bodenanalyse) vom 26. Dezember 1999, 12 UTC

Fig. 3: Panoramica sinottica (carta al suolo) della situazione il 26 dicembre, ore 12 UTC.

Immagine.gif, 100 KB

Il 26 dicembre alle ore 00 UTC la depressione secondaria, che sarebbe poi diventata la tempesta Lothar, si trovava a circa 300 km a sud dell'Irlanda con una pressione al centro di 985 hPa. Nelle seguenti 6 ore ebbe luogo uno sviluppo che in Europa non era più stato osservato da almeno 30 anni. La pressione centrale della depressione precipitò di 25 hPa a 960 hPa, mentre a Rouen (F) per esempio fu rilevato un calo di pressione di 26 hPa in 3 ore! I venti si intensificarono così rapidamente e quando il sistema raggiunse la Francia avevano già raggiunto velocità cicloniche. Lo straordinario sviluppo fu possibile a causa di:

 

  1. Presenza di una zona frontale ben sviluppata con contrasti termici molto marcati che a loro volta hanno portato a una forte corrente a getto.
  2. Stratificazione verticale ottimale con interazione tra la corrente a getto e la depressione al suolo.
  3. Continuo apporto di aria subtropicale caldo-umida e conseguente liberazione di energia latente che ha contribuito a un'ulteriore approfondimento del sistema.


Dopo le ore 06 UTC del 26 dicembre la tempesta Lothar si spostò rapidamente verso est, sull'Europa centrale. I venti più forti e distruttivi si formarono nella parte meridionale della depressione. La tempesta raggiunse la Svizzera nella tarda mattinata e poco dopo mezzogiorno aveva attraversato tutto il versante nordalpino. Nel frattempo la depressione aveva già incominciato a colmarsi e Lothar raggiunse la Germania meridionale con una pressione centrale di 975 hPa (Fig. 3). Dalla Germania la tempesta si spostò verso la Polonia perdendo rapidamente di attività.

 

Le veloci correnti in quota persistettero però ancora per alcuni giorni, causando lo sviluppo di una nuova depressione secondaria, a sua volta intensificatasi a tempesta. Martin, così venne chiamata la seconda tempesta, interessò l'Europa tra il 27 e 28 dicembre toccando in particolare il sudovest della Francia. La Svizzera fu solo interessata marginalmente. 

 

07.31h: "Interview Radio DRS1: Weise darauf hin, dass ich noch nie eine solche Tiefentwicklung so nahe und so stark gesehen habe. Es sei ein besonders heftiger Sturm zu erwarten. Verhaltenshinweise gegeben. Merkwürdig, dass die Moderatorin nicht nachhakt."

07.35h: "Obwohl jetzt bereits eine ganze Reihe von Stellen über den Sturm informiert sind, bleibt es absolut ruhig bei uns. Kaum ein Anruf, in dem nähere Angaben zum erwarteten Sturm eingeholt werden. Wieso will niemand etwas von unserem Sturm wissen!"

Estratto del diario meteorologico di Gaudenz Truog, previsore di turno a MeteoZurigo il 26 dicembre 1999.


Sequenza di foto della tempesta sul lago di Zugo presso Arth

Figg. 4 - 6: Scene drammatiche sul lago di Zugo (foto Stephan Lindauer, Arth-online.ch).

 

Bild 7: Karte Verlagerung der Kaltfront von Lothar am 26. Dezember 1999 über der Schweiz

Fig. 7: Spostamento del fronte freddo associato alla depressione Lothar il 26 dicembre 1999, tra le ore 09.20 e 12.00 UTC.

Immagine.gif, 272 KB

Lothar in Svizzera

Stephan Bader

Il fronte freddo associato alla tempesta Lothar raggiunse la Svizzera verso le ore 09.00 UTC, nei pressi del Giura neocastellano con una forma a cuneo particolarmente sviluppata (fig. 7). A La Brévinele raffiche di vento raggiunsero 157 km/h, a Delémont persino 170 km/h. Sullo Casseral, a 1600 m slm, con una punta di 177 km/h il vento fu solo di poco superiore che in pianura.

Veloce spostamenteo sull'Altopiano

Superato il Giura, il fronte puntò verso l'Altopiano occidentale a grande velocità, dirigendosi poi verso est e la Svizzera centrale. Il sistema avanzò praticamente alla stessa velocità del vento che generalmente raggiunse 150 km/h, infatti, neanche 20 minuti dopo aver devastato il Giura, la parte avanzata del fronte aveva già raggiunto la Svizzera centrale.

 

08.30-08.40h: "Zweiter Wetterbericht für Radio und Telefon 162 redigiert und vermittelt. Zusatzhinweis im Flash: Achtung: Aus Westen zeitweise heftige Sturmwinde. In allgemeiner Lage: ... Ein heftiger Sturm wird über die Alpennordseite hinwegfegen mit Windspitzen von 90-150 km/h im Flachland und 120-200 km/h in höheren Lagen."

Estratto del diario meteorologico di Gaudenz Truog, previsore di turno a MeteoZurigo il 26 dicembre 1999.

 

Bild 8: Momentaufnahme der Zerstörung eines Hauses in Büren NW (Photo: Christian Häfliger)

Fig. 8: Spettacolare immagine che mostra la violenza delle raffiche di vento, poco dopo la casa è infatti crollata (foto Christian Häfliger).

Contemporaneamente forte favonio sulle Alpi
Poco dopo le ore 10.00 UTC, l'avanzamento del fronte fu rallentato dalla presenza del favonio nella Svizzera centrale. Infatti, a causa della forte differenza di pressione tra la depressione al nord e la relativa alta pressione sul Mediterraneo, si formò una temporanea situazione favonica con venti sostenuti.


Mentre la massa d'aria fredda veniva rallentata dal favonio nella Svizzera centrale, la parte meridionale del fronte colpì violentemente le regioni del lago di Thun e di Brienz, spingendosi poi sull'Oberland Bernese. A Brienz fu registrata una raffica da primati di ben 181 km/h! L'Oberland Bernese fu l'unica regione dove il fronte avanzò significativamente all'interno delle Alpi, la sua estensione è però difficilmente ricostruibile perchè son a disposizine soltanto i rilevamenti della stazione di Boltigen (Simmental) e di Adelboden. Boltigen fu raggiunta dal fronte verso le 10.30 UTC con raffiche di oltre 150 km/h, mentre ad Adelboden furono rilevate raffiche di 120 km/h già prima delle 10.00 UTC con provenienza SSW. A posteriori sembra che in determinate valli dell'Oberland non sia stato il fronte a causare le raffiche`maggiori ma il favonio innescato dall'avvicinarsi della depressione.

 

Veloce spostamento sulla Svizzera orientale
A causa del veloce spostamento del centro depressionario sulla Germania, il fronte freddo assunse un orientamento ovest-est. Mentre nella Svizzera centrale la zona frontale si spostava solo lentamente verso est, dal Reno fino al limite settentrionale delle Alpi essa impiegò meno di un'ora. A causa di questa configurazione del fronte, la Svizzera orientale fu rapidamente spazzata dalla tempesta e a partire dalle 12.00 UTC, con il rapido aumento della pressione sull'Altopiano, la massa d'aria fredda si spinse a grande velocità nelle valli della Reuss e del Reno. 

 

11.15-11.45h: "Der Sturm überquert fahrplanmässig Zürich. Es wird schwarz über dem Üetliberg, dann die unglaublich heftigen Windstösse, Fenster zittern, starker Regen. Bei uns nichts von Verwüstungen zu sehen. Doch von alldem kriege ich relativ wenig mit. Zuviel Arbeit ist zu erledigen."
Estratto del diario meteorologico di Gaudenz Truog, previsore di turno a MeteoZurigo il 26 dicembre 1999.

 

Possibile frequenza delle forti tempeste
Analisi statistiche recenti sulla frequenza dei venti forti si basano su numerose serie di dati del perioso 1981-2007. Rapporto: Die Häufigkeit von extremen Windgeschwindigkeiten in der Schweiz

Questo rapporto mostra che, sul versante nordalpino in pianura, tempeste dell'intensità di Lothar sono da aspettarsi in media ogni 20-100 anni, a seconda della stazione di rilevamento. Per alcune stazioni il periodo ri ritorno è nettamente superiore ai 100 anni. 

Da notare che il calcolo dei periodi di ritoprno è molto approssimativo: per esempio a Basilea la punta massima del vento registrata durante il passaggio di Lothar è stata di 147 km/h. Questa velocità statisticamente si verifica in media ogni 20 anni. A causa degli errori di stima, bisogna assumere che il periodo di ritorno si situi tra 6 e 80 anni.

 

 

Le origini delle attuali procedure di avviso di maltempo

Patrick Hächler

 

Bild 9: Karte Warnregionen MeteoSchweiz

Fig. 9: La Svizzera con la suddivisione in regioni di avviso in caso di maltempo.

I primi passi delle procedure di avviso in caso di maltempo furono intrapresi nel 1934, dall’allora Centrale Meteorologica Svizzera, e riguardava le situazioni di vento forte sui laghi.
Avvisi di eventi meteorologici potenzialmente pericolosi furono emessi a partire dal 1983 da Locarno-Monti per informare le autorità del Cantone Ticino sull’arrivo di forti precipitazioni. Nel 1999 la Svizzera fu toccata da numerosi eventi devastanti con abbondanti nevicate, in particolare da fine gennaio a fine febbraio, e in quel periodo un nuovo sistema di avvisi era appena entrato in funzione. Il WSL Istituto per lo studio della neve e delle valanghe SLF poté così essere avvisato in tempo dell’arrivo di un metro di neve fresca in tre giorni.
In primavera si verificarono poi diversi episodi alluvionali, dapprima in diverse regioni dell’Altopiano vi furono danni e disagi causati dall’acqua di disgelo e delle precipitazioni. In maggio infine, a nord delle Alpi forti precipitazioni con limite delle nevicate molto alto superarono la capacità di portata di laghi e corsi d’acqua.
Grazie a MeteoSvizzera però, le autorità e la popolazione furono avvisate tempestivamente di queste minacce.

L’uragano Lothar diede un inatteso impulso allo sviluppo di un sistema di avvisi più avanzato. Lo stesso Parlamento si espresse in favore dell’intensificazione dei lavori in tal senso. Presso MeteoSvizzera una commissione si attivò per concretizzarne la realizzazione, consultando anche le Autorità cantonali per identificarne le esigenze e definire gli eventi da monitorare. La catastrofica inondaziono di Gondo, a metà ottobre 2000, diede un’ulteriore spinta al progetto.

A inizio 2001 divenne così operativo un elaborato concetto di avvisi di maltempo, che unificò per tutta la Svizzera i criteri per l’emissione di avvisi riguardanti tempeste, piogge intense, forti nevicate e gelicidio.
Queste procedure furono ulteriormente perfezionate da un continuo scambio di opinioni con i Cantoni. Ad esempio, dal novembre 2001, a Zurigo e a Ginevra si tengono delle conferenze sul sistema di avvisi, a cui partecipano da 30 a 50 rappresentanti cantonali.

Anche la formazione dei previsori fu un punto importante per l’applicazione efficace del sistema di avvisi. Nell’estate del 2006 divenne operazionale la procedura “FLASH ORAGES” che permette di avvisare su scala locale, e in tempi molto brevi, l’arrivo di temporali. Dalla primavera 2009 gli avvisi sono emessi secondo uno schema di produzione radicalmente rinnovato. La suddivisione del territorio svizzero e passato da 14 a 138 regioni. Questo permette di definire meglio le zone toccate dagli eventi di maltempo o limitare l’estensione dell’avviso quando i fenomeni hanno una portata limitata. Tutti gli avvisi in corso sono riportati sulla homepage di MeteoSvizzera.

 

Panoramica pericoli

Bollettino maltempo

Previsione 5 giorni


Attualmente, circa il 90% degli eventi pericolosi sono correttamente previsti, mentre gli avvisi superflui sono attorno al 40%. La precisione degli avvisi è in continuo miglioramento. Non sarà mai possibile emettere avvisi perfetti ma gli eventi estremi devono essere previsti e questa rimane una grande sfida.

 

14.00-14.40h: "Diskussion, Aufbereitung des Ereignisses. Einführung Spätdienstmeteorologe."

 

14.40h: "Feierabend, ausgelaugt, müde. Die Gedanken kreisen weiter. Habe ich alles gemacht, was in meinen Möglichkeiten stand? Was wäre besser gewesen? Wo hätte ich anders reagieren sollen?"

Estratto del diario meteorologico di Gaudenz Truog, previsore di turno a MeteoZurigo il 26 dicembre 1999. Gaudenz Truog è stato attivo come previsore a MeteoSvizzera dal 1965 al 2004. Vedi anche il resoconto pubblicato dal WSL, Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio.

 

(Redazione Andreas Hostettler, MeteoZürich. Traduzione MeteoLocarno)

 

Lothar vista dal satellite

Satellitenbildanimation von Lothar 26.12.99 00.30 UTC bis 26,12.99 23.30 UTC

Animazione delle carte ECMWF

Reanalysen-Loop Reanalysen-Loop des Europäischen Wettermodells (ECMWF) von Lothar

Raffiche, 26.12.1999

Karte der Böenspitzen des Orkans Lothar vom 26.12.1999

Analisi WSL

Bild front cover der WSL-Ereignisanalyse Lothar

DeutschFrançaisEnglish Chi siamo Shop
       
Situazione generale Previsioni generali Tempo attuale Ozono stratosferico Salute Sviluppo vegetazione Previsioni numeriche Attualità sul tempo Retrospettiva meteo Previsioni speciali
Il clima della Svizzera Il clima oggi Il clima domani Il clima internazionale I sistemi di rilevamento I rapporti sul clima
Prodotti A-Z Aviazione Agricoltura & Edilizia Strade Sport all'aperto Consulenza Portale dati Assicurazioni Energia Enti pubblici Formazione Turismo Telefono, fax, SMS Homepage
Ricerca e sviluppo Pubblicazioni Manifestazioni Consorzi Progetti attuali Progetti conclusi
Pericoli Bollettino maltempo Previsione per 5 giorni Informazioni supplementari Cantone