Dopo un inizio del nuovo anno molto freddo, la depressione in quota che lunedì 5 si trovava ancora sul nord della Francia causando copiose nevicate anche nella capitale francese, ha iniziato il suo spostamento verso sud venendosi a trovare mercoledì sul Golgo del Leone (vedi immagini a lato).
Sul suo fianco meridionale, sopra e Alpi, a partire dalla notte su martedì le correnti in quota si sono orientate al settore sud, favorendo l’apporto di aria sensibilmente più umida dal Mediterraneo alle Alpi.
Le precipitazioni nevose hanno avuto inizio nella tarda notte su martedì, per poi intensificarsi progressivamente nel corso della giornata dell’Epifania. Le nevicate, anche se meno intense, sono proseguite anche nella notte su mercoledì. Nel corso della mattinata di mercoledì 7 gennaio l’arrivo di aria un po’ più mite ha però fatto salire il limite delle nevicate fin verso 600 metri. In seguito le precipitazioni sono risultate solo deboli e si sono limitate principalmente al Sottoceneri. L’evento si è esaurito nella notte su venerdì, grazie all’arrivo di un nuovo anticiclone che determinerà condizioni di stabilità atmosferica nelle nostre regioni anche nei prossimi giorni.
Neve registrata
In pianura i quantitativi massimi sono stati misurati mercoledì mattina. Nel Ticino centrale e meridionale la coltre nevosa misurava 20-30 cm. A basse quote i valori più alti si sono registrati nel Mendrisiotto. A Novazzano, per esempio, a 400 m di quota sono stati misurati 33 cm di neve.
Nelle Valli Superiori, invece, la nevicata è stata meno copiosa. In 3 giorni sono infatti caduti solo poco più di 10 cm di neve poverosa.
Densità della neve
Durante prima fase dell’evento, la neve è caduta in una massa d’aria molto fredda. Infatti si misuravano -12 gradi a 2000 metri e circa un grado sotto lo zero a basse quote. Di conseguenza la neve era estremamente soffice e leggera. La neve caduta martedì pomeriggio presentava infatti una densita estremamente bassa pari a 20-30 kg/m3. La densità media dei 19 cm caduti a Locarno-Monti corrispondeva mercoledì mattina a 60 kg/m3 circa.
Sul suo fianco meridionale, sopra e Alpi, a partire dalla notte su martedì le correnti in quota si sono orientate al settore sud, favorendo l’apporto di aria sensibilmente più umida dal Mediterraneo alle Alpi.
Le precipitazioni nevose hanno avuto inizio nella tarda notte su martedì, per poi intensificarsi progressivamente nel corso della giornata dell’Epifania. Le nevicate, anche se meno intense, sono proseguite anche nella notte su mercoledì. Nel corso della mattinata di mercoledì 7 gennaio l’arrivo di aria un po’ più mite ha però fatto salire il limite delle nevicate fin verso 600 metri. In seguito le precipitazioni sono risultate solo deboli e si sono limitate principalmente al Sottoceneri. L’evento si è esaurito nella notte su venerdì, grazie all’arrivo di un nuovo anticiclone che determinerà condizioni di stabilità atmosferica nelle nostre regioni anche nei prossimi giorni.
Neve registrata
In pianura i quantitativi massimi sono stati misurati mercoledì mattina. Nel Ticino centrale e meridionale la coltre nevosa misurava 20-30 cm. A basse quote i valori più alti si sono registrati nel Mendrisiotto. A Novazzano, per esempio, a 400 m di quota sono stati misurati 33 cm di neve.
Nelle Valli Superiori, invece, la nevicata è stata meno copiosa. In 3 giorni sono infatti caduti solo poco più di 10 cm di neve poverosa.
Densità della neve
Durante prima fase dell’evento, la neve è caduta in una massa d’aria molto fredda. Infatti si misuravano -12 gradi a 2000 metri e circa un grado sotto lo zero a basse quote. Di conseguenza la neve era estremamente soffice e leggera. La neve caduta martedì pomeriggio presentava infatti una densita estremamente bassa pari a 20-30 kg/m3. La densità media dei 19 cm caduti a Locarno-Monti corrispondeva mercoledì mattina a 60 kg/m3 circa.



