Negli scorsi giorni ci sono arrivate immagini dal mondo con eventi meteorologici estremi e disastrosi: inondazioni, nevicate abbondanti, temperature polari, tornado fuori stagione, sembra che il clima sia impazzito. È legittimo porsi la domande se dobbiamo aspettarci qualcosa di simile anche nelle nostre regioni. Sappiamo però che generalmente non si possono fare delle previsioni affidabili di eventi estremi al di là di pochi giorni. Al momento non ci sono eventi eccezionali in vista da noi, ma l'anno è appena iniziato. A sud delle Alpi, questo 2008 ha già portato un po' di neve, ma in quantità per niente eccezionali e le temperature sono pure consone alla stagione. Sono in arrivo nuove precipitazioni che saranno sotto forma di pioggia in pianura e neve in montagna. Anche nei giorni seguenti correnti dall'Atlantico convoglieranno nuovamente aria umida sulla regione alpina. Buone prospettive per gli appassionati degli sport invernali.
Riscaldamento globale: fine della neve in pianura?
Il cambiamento climatico in atto con un generale riscaldamento potrebbe suggerire la fine delle nevicate in pianura a sud delle Alpi. Dobbiamo ricordare però che un riscaldamento generale non significa che anche localmente ci sia un innalzamento omogeneo della temperatura. In effetti se osserviamo l'evoluzione degli ultimi anni si osserva piuttosto una maggior frequenza dei fenomeni estremi, anche rispetto alla temperatura. Le nevicate abbondanti fino a basse quote ne sono un esempio, come i grossi quantitativi a fine gennaio 2006, mentre l'inverno scorso è stato particolarmente mite senza neve in pianura. Non dobbiamo farci ingannare e estrapolare nel futuro quanto si osserva in un periodo piuttosto corto in una zona circoscritta.
Il grafico seguente mostra i quantitativi di neve fresca misurati sull'arco di un anno a Locarno-Monti e Lugano.
Da questo grafico si vede che è difficile riconoscere una chiara tendenza. Se l'inizio del XXI secolo ha portato più neve che il decennio precedente, l'anno scorso è risultato senza.
A titolo statistico ricordo che la nevicata record a Locarno-Monti su 24 ore è stata di 84 cm nel 28 gennaio del 1978.
Com'è andata in montagna lo si deduce dal seguente grafico dal 1980 a Piotta e Samaden che indica una certa tendenza ad una riduzione, ma comunque con una grande variabilità:
Condizioni per forti nevicate in pinaura al sud
In ogni stagione dell'anno abbondanti precipitazioni sul versante sudalpino si osservano quando delle correnti meridionali convogliano aria molto umida dal Mediterraneo alle Alpi, dove a causa del sollevamento orografico condensano e producono copiose precipitazioni. Data la loro provenienza però, la temperatura è piuttosto mite e quindi il limite delle nevicate è relativamente alto. Per imbiancare le pianure ci vuole quindi un secondo ingrediente di rilievo: la presenza di uno strato d'aria molto fredda nella bassa atmosfera sulla pianura padana. In questo caso i fiocchi di neve non possono sciogliersi e raggiungono quindi il suolo.
Per avere uno strato freddo, come è stato il caso la scorsa settimana, aria molto fredda d'origine polare o artica deve invadere la pianura padana entrando dal settore orientale raggiungendo anche la nostra regione, oppure valicare le Alpi centrali come vento da nord.
L'aria molto fredda all'inizio viene gradualmente sostituita d'aria nettamente più mite, che dal Mediterraneo entra sulla pianura padana passando dall'Adriatico. In certi casi con un vento di scirocco che può raggiungere anche in Ticino. Ciò fa risalire il limite delle nevicate dapprima nel Sottoceneri, poi gradualmente anche nelle vallate alpine.
