Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera

Attualitą sul tempo

26 novembre 2009 / Matteo Buzzi

 

Nebbia alta sul Ticino centro-meridionale

 

Mercoledì 25 novembre 2009 è stata una giornata particolarmente interessate per quanto riguarda la nebbia alta, fenomeno relativamente raro in Ticino. La mattina è infatti iniziata all’insegna di un denso strato di nebbia alta che è penetrato oltre che nel Sottoceneri anche fino all’interno delle vallate sudalpine, come si può osservare dalla foto satellitare (Fig.1): nella Bassa valle Leventina lo strato di nebbia si è spinto fino a Giornico, ha raggiunto parti della Val d’Ossola e l’inizio della Valtellina.

 

Foto satellitare

Fig.1: Immagine satellitare (Meteosat) del canale visibile ad alta risoluzione combinato con un canale infrarosso (ore 10:30).

me0845.png, 395 KB

Situazione sinottica

La regione alpina si trovava il 25 novembre sotto l’influsso di correnti sudoccidentali in quota determinate dal settore caldo della depressione centrata a nord delle Isole Britanniche. Il fronte caldo transitato a nord delle Alpi nella giornata di martedì 24 si era già spostato verso est, mentre da ovest si stava avvicinando il fronte freddo giunto oggi oltre Gottardo (Fig.2). Le correnti sudoccidentali avevano un carattere piuttosto mite ed asciutto come ben attestavano le umidità relative di quel giorno in alta montagna (vicine al 10%). L’apporto di aria calda e asciutta in quota ha aumentato la stabilità dell’atmosfera accentuando il ristagno di aria fredda ed umida nei bassi strati della pianura padana, trasformatosi in un catino di aria fredda. La risalita da sudovest dell’aria più calda e quindi più leggera è stato più veloce al nord delle Alpi vista l’assenza lungo il suo percorso della catena alpina. Ciò ha favorito nella notte su mercoledì la formazione di un gradiente barico tra sud e nord delle Alpi (relativamente alta pressione al sud e bassa al nord) che ha favorito la penetrazione della nebbia nelle Vallate alpine. Si tratta però di un processo relativamente raro e di solito con inversioni così basse la nebbia non riesce ad entrare nelle valli. Una previsione esatta è quindi difficile, visto anche che la maggior parte dei modelli numerici hanno grosse difficoltà a prevedere inversioni accentuate nei bassi strati e la loro risoluzione è ancora troppo grossolana. La previsione di MeteoSvizzera parlava infatti solo di banchi di nebbia possibili nel Sottoceneri.

 

La nebbia osservata

Lo strato di nebbia alta era situato tra i 450 e i 650 metri sul Ticino centrale e si è spinto fino a Pollegio nella bassa Leventina. Interessante il fatto che il serpentone di nebbia non si è infilato in nessuna delle Valli laterali (Valle Maggia, Mesolcina e Vale di Blenio) anche se la sua altezza l’avrebbe permesso. Nel Sottoceneri la nebbia era situata leggermente più in basso tra i 400 e i 550 metri. Le riprese della webcam RSI del monte Generoso mostrano tutta la spettacolarità del fenomeno (Fig.3, guarda anche il filmato) ed evidenziano anche una certa dinamicità ondulatoria del mare di nebbia.

 

Foto webcam Generoso

Fig.3: Immagine della webcam del Monte Generoso proprio mentre sorgeva il sole (fonte RSI). Guarda anche il filmato dell'intera giornata, (vedi link sottostante)

generoso.mp4, 2.8 MB

Inversione termica e aria umida

Per la formazione di uno strato di nebbia alta è necessaria la presenza di almeno tre condizioni:

  • Marcata inversione termica ad una determinata altitudine (ovvero di aria più calda negli strati superiori rispetto a quelli più bassi). L’inversione può essere determinata dall’accumulo nei bassi strati di aria fredda favorito dalle condizioni topografiche di una certa regione (ad esempio il catino padano limitato da Alpi e Appennini, l’altopiano delimitato da Alpi e Giura dove si accumula l’aria fredda che si forma nelle lunghe notti autunnali ed invernali lungo le vallate adiacenti).
  • La presenza di aria molto umida che permette di raggiungere la saturazione se interviene un anche solo un debole raffreddamento.
  • Assenza di forti tagli di vento o di venti forti che favoriscono il rimescolamento.


Tutte e tre le condizioni erano soddisfatte nella notte su mercoledì e mercoledì mattina all’interno del catino padano.
Inoltre i flussi radiativi termici durante la notte accentuano spesso il raffreddamento nei pressi dello strato di nebbia appena formato aumentando l’intensità dell’inversione e rafforzando a sua volta la stabilità dello strato nebbioso. Al contrario il soleggiamento diurno provoca da sopra un riscaldamento che diminuisce l’inversione erodendo dall’alto progressivamente lo strato di nebbia. Questo fenomeno erosivo avviene inizialmente soprattutto nelle zone dove la nebbia tocca i pendii delle valli e il riscaldamento del soleggiamento crea dei rimescolamenti locali. Una volta creato un buco nella nebbia il riscaldamento della superficie sottostante e i relativi rimescolamenti accelerano il processo di dissoluzione.
Una penetrazione anche all’interno delle Vallate alpine è possibile se si aggiunge alle tre condizioni anche una debole componente dinamica determinata ad esempio da un debole gradiente barico tra i due versanti delle Alpi. In assenza di questa componente di spinta e a dipendenza dell’altezza dell’inversione difficilmente la nebbia riesce a spingersi oltre il Sottoceneri, visto anche che i venti di monte notturni contribuiscono comunque ad un certo debole rimescolamento sui versanti delle vallate e il drenaggio notturno dell’aria fredda tende piuttosto ad evacuare quest’aria dalle vallate riempiendo le pianure sottostanti.
L’inversione termica era ben visibile sul radiosondaggio di Milano mercoledì alla una di notte: dai 5-10 gradi tra 600 e 1000 metri di altitudine (Fig.5, linea verde continua). La differenza alla stessa altezza tra la temperatura (linea verde continua) e il punto di rugiada (linea verde tratteggiata) permette di determinare dove era situato lo strato di nebbia alta: nel nostro caso la differenza è vicina a zero tra i 500 e 700 metri. Al contrario sopra i 1500 metri la distanza tra le due linee è grande indicando condizioni di aria molto secca.

 

Radiosondaggi di Milano

Fig.5: Emagramma con i radiosondaggi di Milano del 25.11.2009, ore 1:00 (linee nere) e alle ore 13:00 (linee verdi). Linee continue temperatura, linee tratteggiate punto di rugiada.

emagramma.png, 155 KB

Dissoluzione e nuova inversione pił alta

La nebbia si è praticamente completamente dissolta entro mezzogiorno nelle valli rimanendo però in parte presente sulla Pianura Padana dove il fenomeno d'erosione in assenza dei pendii è stato meno efficace.  Parte dei banchi di nebbia si sono trasformati in isolati stratocumuli che si sono poi alzati con le deboli correnti ascensionali fino a circa 1600-1800 metri. Nei bassi strati è rimasta però una densa foschia come ad Ascona nel primo pomeriggio (Fig. 6).
Nel frattempo dal Mediterraneo era sopraggiunta tra 1000 e 2000 metri aria più fredda e umida che ha aggirato le alpi da sud formando una seconda inversione a circa 2000 metri di quota (Fig. 5, linea continua verde). Proprio in corrispondenza con questa inversione e con la spinta da sud dovuta alla perturbazione proveniente da ovest (fronte freddo) si è formata da metà pomeriggio un'estesa copertura nuvolosa di stratocumuli (la webcam del monte generoso nelle fasi finali della giornata si trova proprio al di sotto dello stratocumulo, Fig. 3 filmato). 

 

 

NebbiasulTicino_scarica_articolo.pdf, 1.1 MB

 

La situazione sinottica

Situazione sinottica

Webcam Lopagno

Foto della webcam di Lopagno

Webcam Ascona

webcam Ascona

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