Le attività meteorologiche nella Svizzera italiana risalgono a diversi anni prima della fondazione della Centrale meteorologica svizzera avvenuta nel 1881. Già attorno alla metà del 1800 il Cantone Ticino istituì alcune stazioni di rilevamento (i dati furono pubblicati sul Foglio Ufficiale), mentre durante l'Assemblea della Società Elvetica di Scienze Naturali tenutasi nel 1860 a Lugano, il Consigliere Federale G. B. Pioda, sostenne con entusiasmo il progetto di creare una rete d'osservazioni meteorologiche sistematiche estesa a tutto il Paese. Di questa rete, messa in funzione nel 1864, 6 stazioni erano ubicate sul versante sudalpino: Lugano, Bellinzona, San Bernardino, San Gottardo, Brusio e Ospizio del Bernina. Un centro previsionistico a Sud delle Alpi fu però istituito solo 70 anni più tardi e risale infatti al 1° maggio 1935 la prima previsione pubblicata dal Centro regionale, allora chiamato Osservatorio Ticinese di Locarno-Monti. La sua nascita è così descritta nell'Annale meteorologico del 1935: "... la catena alpina forma una parete divisoria essenziale nella formazione e nello sviluppo degli stati atmosferici e dei suoi processi ..." e, di conseguenza, "... la Svizzera meridionale ha condizioni diverse dalle altre regioni svizzere ed era perciò necessario nonché equo il tenerne debito conto mediante particolari provvedimenti...".
Fig. 1: La "sala previsioni" negli anni '50 e nel nuovo millennio.
Fin dalla sua fondazione il Centro meteorologico di Locarno-Monti ha avuto due campi di attività principali: le previsioni e la ricerca applicata.
Le previsioni meteorologiche, destinate al versante sudalpino (comprese le valli del Grigioni italiano) e all'Engadina, coprono un ampio ventaglio: dalle previsioni generali per la popolazione e i mass-media a quelle più per utenti specifici. Per quanto riguarda la ricerca applicata, il campo nel quale si distinsero maggiormente i ricercatori di Locarno-Monti fu quello della meteorologia radar. Le ricerche si iniziarono negli anni '60 utilizzando un radar dell'esercito americano (e già utilizzato durante la guerra di Corea). Quattro decenni di ricerche pionieristiche, riconosciute a livello internazionale, diedero i loro frutti e permisero di raffinare i procedimenti per il rilevamento delle zone di precipitazioni in un territorio irregolare e complesso come quello alpino.
Figg. 2 e 3: Il radar sperimentale negli anni '60 sul prato del centro meteorologico e l'impianto dell'attuale radar meteorologico al Monte Lema.
Info supplementari:
Comunicato stampa
Meteo-Locarno-Monti.pdf, 268 KB
Previsioni-Locarno-Monti.pdf, 313 KB
-> Marco Gaia, responsabile centro meteorologico regionale MeteoLocarno, MeteoSvizzera,
tel. +41 91 756 23 24