La tempesta "Andrea"
In circa 24 ore (da giovedì 5 gennaio a mezzogiorno a venerdì 6 gennaio a mezzogiorno) la tempesta atlantica denominata Andrea (nome scelto dalla Freie Universität di Berlino) si è spostata dalle coste norvegesi alla Grecia. Il maltempo ha interessato vaste regioni dell'Europa centrale e orientale con venti di intensità ciclonica (oltre 100 km/h). Anche la Svizzera nordalpina è stata spazzata da raffiche di 80-90 km/h in pianura, in progressivo rialzo con la quota fino a 150 km/h e oltre in montagna. La rete di rilevamento di MeteoSvizzera ha misurato la punta massima assoluta di 210 km/h sul Gran San Bernardo (2472 m slm). Raffiche ragguardevoli si sono però verificate anche a quote più basse come a Evionnaz nel basso Vallese (159 km/h) o ad Altorf (143 km/h), in occasione del passaggio del fronte freddo associato alla depressione.
L'elevata instabilità delle masse d'aria presenti ha persino causato alcune scariche elettriche.
Fig. 1: Velocità massime del vento rilevate dalle stazioni della rete di misurazione di MeteoSvizzera tra il 5 e 6 gennaio 2012.
Immagine.jpg, 106 KBIl maltempo nelle Alpi e al Sud
Sulle Alpi al vento si è aggiunta la neve, caduta copiosa con uno strato di 40-80 cm e localmente fino a 100-150 cm la zona più toccata sono state le Alpi centrali, il centro dei Grigioni e parte del Vallese.
Al sud delle Alpi l'effetto della tempesta è risultato molto più contenuto, con circa 30-50 cm di neve fresca a ridosso delle Alpi e venti massimi di 120-140 km/h (rispettivamente misurati sul Generoso, 1608 m slm, e sul Matro, 2171 m slm). Come normalmente si osserva nelle situazioni di veloci correnti da nord in quota (corrente a getto sopra le Alpi), la nuvolosità si dirada progressivamente andando verso sud: mentre ad Airolo la nebbia e la nuvolosità l'hanno fatta da padrone, a Stabio si sono avuti intervalli di sole. I venti molto veloci hanno però a tratti trasportato l'umidità verso la Pianura Padana sud e anche sulle zone più meridionali del Cantone sono stati misurati alcuni litri di acqua per metro quadro.
Un po' a sorpresa, e in contrasto con le veloci correnti presenti in quota, il favonio da nord che è seguito allo spostamento del centro depressionario a sud della cresta alpina si è manifestato in maniera contenuta nelle valli sudalpine, con velocità generalmente sotto i 75 km/h.
L'Engadina è stata toccata dal maltempo a partire da mezzogiorno di giovedì circa, con precipitazioni frequenti che hanno accumulato circa 30-60 cm di neve fresca mentre i venti, seppur forti, non hanno fatto registrare raffiche eccezionali.
Andamento delle raffiche di vento in km/h alle basse quote a Sud delle Alpi. Il vento da nord è riuscito ad entrare in modo più deciso solo in serata.
Andamento_vento_bassa_quota.jpg, 39 KBAndamento delle raffiche di vento in km/h in quota a Sud delle Alpi.
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Fig. 2: Panoramica della regione di Olivone a metà pomeriggio del 6 gennaio.
Fig. 3: Panoramica della valle del Vedeggio ripresa allo stesso momento dell'immagine sopra.
Nonostante le elevate velocità raggiunte dal vento, la tempesta Andrea non è stato un evento eccezionale. In occasione della tempesta Lothar, il vento a basse quote è risultato più forte. Per il Giura per esempio un regime di vento di questa entità si verifica in media ogni due anni.





