Marzo pazzerello
Marz l’è fieu d’una baltroca, o ch’al piöv o ch’al fioca; sa fioca mia tira vent, ma in l’invern a sim sempar dent.
(Locarno)
Come ben descritto dal proverbio dialettale citato (marzo è figlio di una pazza, o che piove o che nevica; se non nevica tira (soffia) il vento, ma nell’inverno siamo sempre dentro), marzo è sovente un mese con frequenti cambiamenti di tempo e forti contrasti meteorologici in pochi giorni. L’inverno non è ancora finito e giornate fredde o addirittura nevicate fino a basse quote possono verificarsi facilmente.
Il mese di marzo 2005 è stato a questo proposito particolare: a Stabio il 3 marzo 2005 la temperatura massima fu di meno 1.1 °C, mentre il 19 marzo 2005 la massima salì a più 27.5 °C. Insomma, in meno di tre settimane si passò da un giorno di ghiaccio ad una giornata estiva.
L'impatto sulla vegetazione
Le forti variazioni di temperature dunque non sono un’eccezione a marzo e ciò ha anche un impatto anche sullo sviluppo della vegetazione. Sostanzialmente l’aumento delle temperature che tendenzialmente si registra passando dall’inverno all’estate risveglia la Natura, mettendo in moto tutti quei processi che portano alla fioritura e poi allo spiegamento delle foglie. Per la fioritura della betulla, ad esempio, sono decisive le temperature di febbraio, marzo e aprile. Studi fenologici hanno mostrato come i pollini di betulla iniziano ad essere liberati nell’aria quando la somma delle temperature giornaliere medie a partire dal 1 febbraio supera il valore di 355 gradi. Un inverno che si prolunga posticipa di conseguenza il periodo della fioritura, mentre una primavera precoce lo anticipa.
Per quanto riguarda le temperature c’è poi un altro aspetto da non trascurare assolutamente: le gelate notturne. Infatti, benché in marzo durante il giorno le temperature possano essere gradevoli, le notti sono ancora relativamente lunghe e il terreno al suolo può, se ci sono le condizioni meteorologiche giuste, raffreddarsi al punto da provocare delle gelate, che possono danneggiare le gemme o le piantine che stanno spuntando.
Le gelate notturne
Le condizioni favorevoli allo sviluppo di gelate notturne sono le seguenti:
- una massa d'aria con temperature non troppo elevate.
- l’assenza di vento: se c’è del vento allora il rimescolamento costante impedisce che l’aria più fredda si depositi e si accumuli al suolo.
- la presenza di aria molto secca: se l'umidità assoluta è alta (ciò che si rispecchia in un punto di rugiada relativamente alto, ben sopra gli zero gradi) allora durante la notte si forma molta rugiada e/o brina, ma la temperatura tende a scendere solo di poco sotto gli zero gradi.
- l’assenza di nuvole: in caso di cielo sereno il terreno perde continuamente durante l anotte energia termica a causa dell'emissione di radiazione infrarossa verso lo spazio. Mentre il cielo nuvoloso notturno aiuta ad evitare che la temperatura dell’aria si abbassi troppo. Infatti, le nuvole emettono a loro volta radiazione infrarossa verso il basso, in grado di compensare in buona parte la radiazioen emessa dal terreno (a differenza dell'opinione comune le nuvole non riflettono la radiazione del terreno, ma prima la assorbono e poi la riemettono).
Tipiche notti in cui si possono verificare forti gelate sono le notti che seguono una giornata di favonio. Se il favonio cessa alla sera ed è seguito da una notte serena, le condizioni indicate prima sono tutte presenti: in particolare l'aria è molto secca e le temperature possono scendere notevolmente.
Come proteggersi
Nel caso di una gelata, agricoltori e contadini devono cercare di proteggere le proprie colture, anche se non é facile.
Un piccolo orto si può proteggere coprendolo di notte con dei teloni, mentre se l’appezzamento è molto più grande ciò diventa impossibile. Importanti aziende di frutticoltura utilizzano dei sistemi più complessi come per esempio grossi ventilatori che mantengono in circolazione l’aria durante la notte oppure degli impianti anti gelo. Gli impianti anti gelo sono degli impianti che spruzzano sulle piante in continuazione delle minuscole goccioline d’acqua che gelano ricoprendo la piante, le gemme , i rametti di un sottile strato di ghiaccio.
Gelando però le goccioline liberano dell’energia termica che impedisce alla temperatura dell’aria attorno alla pianta di scendere troppo sotto zero. In pratica con questi sistemi si impedisce che la gelata diventi troppo importante. Perché le piante fino a zero gradi o appena al di sotto resistono. Importante è che la temperatura non scenda troppo, troppo sotto zero. Sembra quasi un controsenso, ma la corazza di gelo che si forma attorno alle piante alla fine le protegge.
Ricordiamo che MeteoSvizzera nel periodo primaverile offre un servizio di avvisi gelo a cui ci si può abbonare. Informazioni le trovate nel settore "servizi" del sito di MeteoSvizzera.
