I primi temporali si sono verificati già nella giornata di venerdì, nel primo pomeriggio, quando dei cosidetti temporali pre-frontali si sono sviluppati sia nei dintorni di Basilea, sia nel Sottoceneri e le zone confinanti con l’Italia. Dopo una pausa di poco meno di 24 ore, con l’avvicinarsi della zona frontale alla Svizzera, nuove cellule temporalesche si sono sviluppate sabato sul mezzogiorno di nuovo su Luganese e Mendrisiotto. La fase più intesa delle precipitazioni è iniziata però nella serata di sabato e si è protratta in pratica fino a domenica in tarda mattinata. Questa fase è coincisa con il passaggio della zona frontale vera e propria sopra il Ticino. In termini meno tecnici, essa è avvenuta quando l'aria fredda proveniente dalla Francia ha iniziato a scavalcare le Alpi, andando in questo modo ad incontrarsi con l'aria calda e carica di umidità che stazionava sul versante sudalpino. Dal rimescolamento di queste due masse d’aria si è liberata l’energia necessaria allo sviluppo di intense cellule temporalesche.
Nonostante non siano stati stabiliti dei nuovi record non sarebbe neanche corretto banalizzare i quantitativi di pioggia caduta, se si pensa che in 24 ore a Lugano è caduta più o meno la medesima quantità di pioggia che in media dovrebbe cadere in tutto il mese di luglio.
La carta riportata qui sotto indica i quantitativi di precipitazione caduti in 24 ore, fra sabato a mezzogiorno e domenica a mezzogiorno (orario UTC, vale a dire dalle 14:00 alle 14:00 orario locale). Si può notare come l’epicentro delle precipitazioni sia stato compreso da qualche parte fra Lugano e Bellinzona. A Lugano è stato registrato il valore massimo con 135 l/mq.
Quantitativi di precipitazione caduti in 24 ore fra le 14:00 di sabato e le 14:00 di domenica, come registrato dalle stazioni di misura di MeteoSvizzera.
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Mappa con la distribuzione delle precipitazioni, così come viste dai radar meteorologici di MeteoSvizzera (somma su 24 ore fra le 14:00 di sabato e le 14:00 di domenica).
ingrandisci_mappa.jpg, 94 KBNumerosi disagi e danni sono stati segnalati sia dal Bellinzonese sia dalla Luganese / Vedeggio coerentemente con le zone con i maggiori quantitativi di precipitazione caduti. Fra i danni maggiori sono da segnalare la chiusura dell’autostrada A2 per l’esondazione del fiume Vedeggio, l’interruzione della ferrovia del Gottardo fra Biasca e Bellinzona per allagamenti, l’interruzione di diverse strade cantonali, svariate colate di fango e detriti che hanno portato all’evacuazione di persone da case minacciate.
MeteoSvizzera ha riconosciuto correttamente il potenziale pericolo della perturbazione e già da giovedì aveva emesso un avviso maltempo all’attenzione della popolazione e delle autorità competenti. Inoltre ha seguito costantemente l’evolversi della situazione emettendo a corto termine diversi avvisi di imminenti temporali (cosidetti *Flash Temporali*).


