Le osservazioni
Le osservazioni hanno invece indicato una rotazione dei venti al di sotto dei 1500 m dal settore nord a quello sud a partire dalla mattina presto (fig. 1). La rotazione dei venti è stata osservata dapprima a Stabio, poi a Lugano (con forte breva), a Magadino (con invernone sostenuto che ha causato insolite onde sul Lago Maggiore) e infine a Comprovasco.
Fig. 1: direzione del vento a Stabio, Lugano, Magadino e Comprovasco mercoledì mattina 18 febbraio 2009.
Fig. 2: velocità del vento a Stabio, Lugano, Magadino e Comprovasco mercoledì mattina 18 febbraio 2009. Da notare il picco di velocità a Lugano.
La massa d’aria proveniente da sud-sudest aveva delle caratteristiche decisamente diverse da quella favonica presente in precedenza: più fredda e umida (anche se non si è raggiunta la saturazione, fig. 3 e 4). Il salto di temperatura e umidità è visibile soprattutto a Lugano e Stabio. La spinta verso il pendio sudalpino, dovunta all’inversione del gradiente, ha pure causato per sollevamento alcuni banchi nuvolosi sparsi.
Fig. 3: temperatura a 2m a Stabio, Lugano, Magadino e Comprovasco mercoledì mattina 18 febbraio 2009.
Fig. 4: umidità relativa a 2m a Stabio, Lugano, Magadino e Comprovasco mercoledì mattina 18 febbraio 2009.
La causa dell’inversione del gradiente barico
L’inversione del gradiente barico dovuta ad un massiccio aumento di pressione sulle zone lombarde appena adiacenti il Ticino non era stata prevista il giorno precedente anche perché le corse dei modelli numerici non la contenevano. Solo a partire dalla corsa di mezzanotte di martedì il modello ad alta risoluzione COSMO-2 ha indicato il marcato aumento di pressione proprio a sud del Ticino, evidenziato dalla zona marrone e dalla formazione di un’ isobara chiusa (fig. 7).
La causa dell’aumento di pressione è l’arrivo da est sulla Pianura Padana di una spessa massa d’aria fredda di origine continentale artica. L’aria fredda avendo un peso maggiore di quella più calda e favonica presente in precedenza (fig. 8 e 9) ha generato un aumento di pressione al suolo. I venti da est sulla Pianura Padana orientale hanno quindi sospinto fino in Lombardia l'aria fredda che ha dato il via all’aumento di pressione (fig. 8 e 9).
A nord delle Alpi
La fredda e forte corrente settentrionale in quota, che ha risparmiato il pendio sudalpino protetto dalle Alpi, ha causato al nord una situazione di sbarramento, che ha prodotto martedì 17 febbraio e nella notte su mercoledì 18 abbondanti nevicate nelle prealpi e nelle Alpi, con punte massime localmente sopra i 50 cm di neve fresca in 24 ore (vedi articolo di MeteoSvizzera Zurigo in tedesco).





