La situazione sinottica
Nella notte tra lunedì 23 e martedì 24 marzo un fronte freddo, associato ad una depressione centrata sull’Ucraina ha attraversato velocemente la catena Alpina da nord verso sud sospinto da forti correnti nordoccidentali. Sottovento si è creata in seguito una depressione secondaria che a mezzogiorno di martedì aveva però già quasi raggiunto il centro Italia. Figura 1 presenta la distribuzione della pressione al suolo e i sistemi depressionari presenti sull’Europa e l’Atlantico martedì in giornata. Si noti l’orientamento nord sud e la vicinanza delle isobare (linee nere) che indicano la forte corrente da nord. Visibile è pure il tipico “ginocchio del favonio” (curvatura delle isobare) in corrispondenza delle Alpi. Dopo il passaggio frontale forti correnti da nord nelle Vallate e da nordovest in montagna hanno caratterizzato la giornata. I forti venti in quota (a 4000 metri si sono superati i 140 km/h) e una certa instabilità verticale dell’aria dovuta all’arrivo di aria molto fredda in quota hanno favorito il carattere turbolento ed irregolare del vento in pianura.
Raffiche forti ma non estreme
Le raffiche in pianura e nelle vallate principali hanno raggiunto valori massimi tra 80 e 90 km/h (90 km/h Lugano, 84 km/h Cadenazzo-Magadino, 82 km/h Lodrino e Cevio). In montagna i valori massimi hanno superato i 120 km/h sul Generoso e i 100 km/h a Cimetta. Le raffiche più forti si sono misurate tra le 10 e le 12 (Figura 2).
Figura 2: evoluzione delle raffiche in km/h nelle stazioni meteorologiche a basse quote.
Raffiche massime tra 75 km/h e 90 km/h non sono quindi un fenomeno raro al sud delle Alpi. A Lugano mediamente vi sono annualmente almeno 10 giorni in cui la velocità massima di 75 km/h viene superata (Figura 3). Le raffiche massime annuali a Lugano superano generalmente i 100 km/h. Da notare come questi valori sono significativamente inferiori ai valori massimi misurati con il favonio a Nord delle Alpi, ad esempio ad Altdorf (correnti da sud o da sud-ovest).
Figura 3: numero di giorni all'anno con raffiche al di sopra di 75 km/h a Lugano (linea marrone, asse destro) e raffica massima annua in km/h misurata a Lugano (linea blu, asse sinistro).
L’assenza di precipitazioni di rilievo al Sud delle Alpi nelle ultime settimane e i diversi episodi con vento da nord hanno reso molto secco il terreno. Inoltre in diverse zone agricole il terreno era stato recentemente preparato per la semina. Il vento forte ha avuto quindi vita facile nel sollevare grandi quantità di polvere (Foto 1 e Foto 2).
Precipitazioni portate da nord
Il Ticino meridionale è stato ben protetto dalla catena Alpina. Lungo le Alpi, in particolare nell’Alta Valle Maggia, in Val Bedretto e nell’Alta Leventina sono caduti fino ad una quindicina di litri di precipitazione per metro quadrato sottoforma di neve portata da nord. In contemporanea con un breve periodo di vento particolarmente intenso alcune deboli precipitazioni si sono sospinte la mattina presto di martedì fino nel Locarnese.
Neve fino in pianura al nord delle Alpi
Il fronte freddo è stato piuttosto attivo al nord delle Alpi e ha portato una marcata diminuzione della temperatura con neve fino a basse quote. In montagna sono caduti da 15 a 35 centimetri di neve fresca. Il guardiano della capanna del Clariden ha addirittura misurato martedì sera 90 centimetri di neve fresca (vedi contributo dei colleghi di MeteoSvizzera Zurigo).



