Situazione sinottica: destabilizzazione in quota la causa pricipale
La Svizzera si trovava mercoledì mattina in una situazione prefrontale. Un fronte piuttosto debole e associato ad una depressione presente sul mare del Nord era in lento avvicinamento alla regione alpina (Fig.1).
La massa d’aria presente sul Varesotto e sul Sottoceneri era molto calda e umida. La temperatura potenziale equivalente raggiungeva infatti valori superiori ai 60 gradi, come mostra bene l’analisi del modello numerico COSMO-7 alle 2 ora locale (Fig.2).
Il potenziale termodinamico era quindi presente mancava però ancora un necessario fenomeno di attivazione, dato che il fronte freddo era troppo distante dal pendio sudalpino per diventare un fattore decisivo. Un’altro aspetto ha quindi giocato un ruolo determinante.
In quota è sopraggiunta la mattina presto una debole e veloce saccatura, sottoforma di debole ondina, ben visibile nella distribuzione del geopotenziale a 300 hPa alle 8 ora locale sul Piemonte presentata nella Figura 3. A questa debole perturbazione in quota è pure associata ad una zona di vorticità positiva che ha favorito il sollevamento verticale dell’aria.
Parallelamente è possibile che si sia generata una configurazione tale dei venti da generare una sorta di convergenza proprio sul Varesotto e sul Luganese. Il vento a circa 1600- 1700 metri al momento dell’attivazione temporalesca proveniva infatti da est (Monte Generoso) mentre in ampie zone del Piemonte vi erano dei deboli venti sudoccidentali. Ciò ha probabilmente favorito ulteriormente il sollevamento della massa d’aria.
Le correnti ascensionali non sono state però eccessivamente forti, dato che le nuvole temporalesche non si sono spinte fino alla Tropopausa.
Le due celle temporalesche
Il Luganese è stato toccato da due celle temporalesche partite nel Varesotto e che molto lentamente si sono spostate verso nordest, rimanendo quindi praticamente stazionarie. La Figura 4 illustra schematicamente la posizione delle celle alle e prima delle 9:10 ora locale identificate dal sistema TRT di MeteoSvizzera (Thunderstorm Radar Tracking). L’ellisse piena presenta lo stato al momento della visualizzazione mentre le altre ellissi con semplicemente il contorno illustrano la posizione delle due celle nel passato (durante le due ore precedenti). Contemporaneamente è possibile vedere la traiettoria seguita dalla cella (traccia grigia) e la variazione del valore massimo di riflettività misurato dal radar meteorologico (valore numerico). Quest’ultima è rimasta generalemente su valori superiori a 50 dbz.
Gli alti valori di intensità non si sono spinti oltre i 10km di altitudine, limitando così la violenza complessiva del temporale e riducendo la produzione di grandine di grandi dimensioni. Per questo motivo le celle sono state classificate come verdi. La stazionarietà è stata quindi l’elemento decisivo che ha condotto agli accumuli elevati di precipitazione
Fig.4: Celle temporalesche di grado verde individuate dal sistema TRT di MeteoSvizzera (ellissi piene), la loro posizione precedente (ellissi solo con contorno) e la loro traiettoria (traccia grigia). I valori numerici indicano il valore massimo d'intensitą rilevati dal radar.
TRT.jpg, 109 KBPrecipitazioni abbondanti
Le precipitazioni cadute nell’arco di 3 ore tra le 7 e le 10 hanno raggiunto i 74 litri/metroquatro a Lugano con una punta oraria di 40 l/m2 (terzo valore più alto dal 1981 per il mese di Luglio, Fig. 5). In 133 anni dal 1864 i 70 l/m2 misurati su un’intera giornata nel mese di luglio sono stati superati solo 38 volte, indicando un tempo di ritorno di un evento di questo tipo di 3-4 anni. L'intensità sul cortissimo periodo (10 minuti) non è stata invece particolarmente eccezionale.
Nel Varesotto i quantitativi misurati dai pluviometri hanno raggiunto valori decisamente superiori con punte oltre i 100 l/m2 come a Varese Bobbiate (117 l/m2, meteovarese.it) o Porto Ceresio (addirittura 175 l/m2, centrometeolombardo.it).
La distribuzione totale delle precipitazioni è stata sostanzialmente confermata dal radar di MeteoSvizzera che ha individuato un massimo sul Varesotto superiore ai 100 l/m2 su 24ore, la cui punta ha sfiorato il Pian Scairolo con un accumulo di 60-100 l/m2 (Fig. 6)
Complessivamente si tratta quindi di un evento piuttosto eccezionale per quanto riguarda il luganese e il mese di luglio.
Da questa notte nuovi temporali forti su tutto il Ticino






