Il cospicuo innevamento dello scorso inverno sta ritardando lo sviluppo della vegetazione in alta montagna (perlomeno rispetto agli scorsi anni). Infatti, nelle Alpi sopra circa 2200 metri di altitudine la coltre di neve risulta ancora estesa, in particolare nelle zone pianeggianti. Nei posti sgombri da neve, la vegetazione si sviluppa però molto velocemente: pochi giorni dopo la sua fusione le piante mettono foglie e fiori, grazie all’abbondante presenza di acqua e alle temperature tutto sommato elevate. Le lunghe giornate permettono infatti una forte radiazione solare in caso di cielo sgombro da nubi e il suolo si riscalda velocemente favorendo lo sviluppo della vegetazione.
Fig. 1: Andamento della temperatura giornaliera massima a 2 m e a 5 cm sopra il terreno a Piotta nel mese di giugno 2009.
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Il grafico riporta la temperatura massima diurna a 2 m e a 5 cm sopra il suolo per ogni giorno del mese di giugno a Piotta (1000 m slm). La temperatura a 5 cm dal suolo, grazie al forte riscaldamento del terreno, risulta sempre superiore a quella rilevata a 2 m di altezza, con scarti anche di oltre 10 gradi e con valori assoluti prossimi a 40 gradi. Soltanto nelle giornate senza sole (6 e 9 giugno) o con poco sole (8 giugno) lo scarto è trascurabile. La minima notturna per contro, a causa del raffreddamento del terreno per irraggiamento, risulta invece inferiore in vicinanza del suolo che a 2 metri, comunque con scarti nettamente più ridotti che per le massime. Con le debite approssimazioni, l’andamento della temperatura è applicabile anche a quote più elevate.
Il grafico mostra inoltre chiaramente le due invasioni di aria fredda avute in giugno, la prima tra il 3 e il 6 e la seconda, nettamente meno marcata, tra il 20 e 23 del mese.
Fig. 2: Il paesaggio sopra ca. 2200 metri come si presentava alla fine di giugno nell'alta val Bavona.
Fig. 3: Boccioli di anemoni cresciuti in pochi giorni appena il terreno č diventato libero dalla neve.