Venerdì 14 giugno scorso, chi non hanno ammirato l’ampia schiarita che si è fatta avanti a partire da ovest? Tagliata come da un coltello, la nuvolosità scura e pesante che aveva causato i temporali e scaricato acquazzoni un po’ ovunque, si spostava verso il Bellinzonese, mentre il sole calante penetrava sotto le nubi, illuminando le ultime piogge e formando uno spettacolare arcobaleno. Gli ingredienti per produrre questo fenomeno ottico erano perfetti: sole basso da una parte e moltegocce e goccioline sospese nell’aria dall’altra.
L’arcobaleno si forma grazie alla rifrazione dei raggi solari, quando entrano e quando escono da una goccia d’acqua, e lala riflessione dei raggi all’interno della goccia. Le gocce si comportano come un prisma che decompone la luce bianca del sole nei suoi colori spettrali. I raggi riflessi una volta sola formano l’arcobaleno principale che si trova in posizione opposta rispetto al sole e precisamente con l’angolo di visuale di 42 gradi. Il violetto è all’interno, poi il blu, verde, giallo, arancione e rosso si susseguono all’esterno. La zona sottostante l’arcobaleno principale è più chiara della zona sovrastante, per la maggior riflessione della luce sulle goccioline che si trovano in quella posizione. I raggi riflessi due volte all’interno delle goccioline, possono formare un arcobaleno secondario, di minore intensità, al di sopra dell’arco principale (angolo di visuale di 51 gradi). I suoi colori sono disposti in modo inverso: violetto all’esterno e rosso all’interno. Possono a volte anche esserci altri archi sulla parte violetta, vale a dire all’interno dell’arcobaleno principale o all’esterno di quello secondario. L’intensità dell’arcobaleno dipende dalla grandezza delle gocce d’acqua: più grandi sono più intenso è l’arcobaleno. L’ora preferita per la sua apparizione è il tardo pomeriggio, visto che il maggior numero di rovesci o temporali si verificano in quel lasso di tempo. A mezzogiorno è difficile vedere un arcobaleno perché il sole è troppo alto e nella stagione invernale sono più rari i fenomeni che portano al tipo di precipitazione necessaria. La presenza di un arcobaleno è indice dell’instabilità del tempo e non, come si potrebbe supporre, segno premonitore di bel tempo. Alle nostre latitudini, con il movimento generale delle nubi da ovest verso est, la presenza di un arcobaleno mattutino sottolinea l’arrivo della precipitazione, l’apparizione serale conferma sì l’allontanamento della pioggia e l'arrivo di schiarite da ovest, come è stato il caso venerdì scorso, ma non necessariamente dell'arrivo di tempo bello prolungato.
La serie di foto a lato illustrano alcuni momenti della serata sul Piano di Magadino. Un sentito ringraziamento agli autori delle foto.
Fig 1 Posizione dell'arcobaleno principale e secondario. A destra schema del passaggio dei raggi solari attraverso le gocce d'acqua con singola o doppia riflessione sulla superficie interna (da 'Il tempo in montagna', di Kappenberger e Kerkmann, Zanichelli 1997).
Foto della cascata di Buffalora in Mesolcina 17.06.07. Oltre allo spettacolo della cascata, è confortevole vedere così tanta acqua scendere dalle montagne ancora 3 giorni dopo le piogge... (foto G. Kappenberger).



