Discesa di aria polare con vento da nord sul versante sudalpino
(traduzione e adattamento: Marco Gaia - MeteoSvizzera Locarno Monti)
Da domenica 28 a martedì 30 maggio 2006 la regione alpina è stata interessata da una discesa di aria polare che ha riportato la neve fino a basse quote sul versante nordalpino. Questa discesa di aria polare, ben preannunciata già da alcuni giorni dai modelli numerici, ha portato precipitazioni di una certa consistenza sulle regioni centrali ed orientali del versante nordalpino. MeteoSvizzera già da sabato scorso ha avvertito le autorità e la popolazione dell'area interessata dell'imminente fase di maltempo per il tramite di un avviso di precipitazioni intense.
Copiosi quantitativi di precipitazione
La discesa di aria fredda era accompagnata in prossimità del suolo da un primo fronte freddo che raggiunge la Svizzera domenica mattina. Le prime precipitazioni di rilievo sono registrate domenica pomeriggio nelle regioni orientali del Paese.
Immagine 1: mappa delle precipitazioni elaborata dai radar di MeteoSvizzera, lunedì, 29 maggio 2006, ore 02:00 locali.
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Durante la notte su lunedì il fronte freddo si attiva e i venti ad esso associati sviluppano una situazione di sbarramento sul versante nordalpino, facendo affluire aria mite e umida contro le montagne delle Prealpi e delle Alpi. Le precipitazioni sono in certe regioni di un certo rilievo, comprese fra 35 e 45 litri / metroquadrato in circa 18 ore. Il limite delle nevicate è ancora alto, compreso fra 2300 e 2700 metri di quota.
Immagine 2: Mappa delle precipitazioni elaborata dai radar meteorologici di MeteoSvizzera, lunedì, 29 maggio 2006, ore 14:00 locali.
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Nel pomeriggio di lunedì l'aria polare fredda raggiunge in modo deciso la regione alpina, accompagnata da una seconda zona frontale più organizzata, ben visibile nell'immagine 2. L'aria fredda in quota porta ad una destabilizzazione dell'atmosfera. Il passaggio di questa zona frontale sul versante sudalpino innesca lo sviluppo di cellule temporalesche intense che attraversano lunedì nel tardo pomeriggio il Sottoceneri. Localmente cadono in circa 1 ora 25 - 30 litri / metroquadrato. Queste cellule convettive si riconoscono nell'immagine 3 e sono colorate di giallo e bianco.
Immagine 3: mappa delle precipitazioni elaborata dai radar di MeteoSvizzera, lunedì, 29 maggio 2006, ore 17.00 locali
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Immagine 4: mappa delle precipitazioni elaborata dai radar di MeteoSvizzera con i fulmini caduti in tre ore, 29 maggio 2006, ore 18 locali
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L'immagine 4 mostra la distribuzione dei fulmini caduti in 3 ore, nella serata di lunedì 29 maggio. Le cellule temporalesche più intense sono sul Varesotto ed il Comasco.
Immagine 5: l'arrivo della massa d'aria é visibile anche nei dati misurati dalle radiosonde lanciate da Payerne.
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Raffreddamento importante
L'immagine 5 mostra il netto cambio della massa d'aria, così come rilevato dalle radiosonde lanciate a Payerne. Rappresentati sono i radiosondaggi di domenica, 28.5.06, ore 14 locali e di martedì, 30.5.06, ore 14 locali. Le zone gialle e blu mostrano la diminuzione della temperatura nei vari strati verticali dell'atmosfera. La diminuzione della temperatura è stata compresa fra 10 e 15 °C. La diminuzione è stata registrata anche dalle stazioni di rilevamento sulle montagne svizzere (vedi immagine 6).
Immagine 6: Andamento delle temperature così come misurato dai sensori posti in alcune stazioni di rilevamento sulle Alpi svizzere.
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Quantitativi di precipitazione
Nell'immagine 7 sono riportati i quantitativi di precipitazione caduti in 48 ore da domenica 28.5.06, ore 8 fino a martedì 30.5.06, ore 8. Le precipitazioni più importanti sono cadute nelle Prealpi centrali ed orientali. Il limite delle nevicate è sceso anche sotto i 1000 metri di quota, ciò che ha contribuito a rallentare l'innalzamento dei fiumi e riali, che in alcune regioni comunque si sono ingrossati in modo importante. Un fenomeno meteorologico come quello descritto si stima avvenga con un periodo di ritorno di circa 20 - 30 anni.
Immagine 7: somma delle precipitazioni cadute in 48 ore in alcune stazioni di rilevamento di MeteoSvizzera.
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Vento da nord turbolento fino a basse quote
Il versante sudalpino si è trovato completamente sottovento alle correnti principali e - fatto salvo per il passaggio frontale che ha innescato i temporali lunedì sera - è rimasto praticamente all'asciutto. Da lunedì in serata si è instaurata una corrente di vento da nord fino a basse quote. Il vento ha soffiato persistente ma molto irregolare durante l'intera giornata di martedi. Non è stato denominato "favonio" in quanto la temperatura risentita era decisamente resca, soprattutto se paragonata con le temperature estive che erano presenti solo alcuni giorni fa. Anche se da un punto di vista fisico sul versante sudalpino "favonio" e "vento da nord fino a basse quote" sono identici nella loro genesi (quali venti di ricaduta), come servizio meteorologico utilizziamo la denominazione di "favonio" solo quando la temperatura dell'aria è almeno mite se non calda (naturalmente con riferimento alle temperature medie stagionali). Altrimenti utilizziamo la denominazione di "vento da nord".
Immagine 8: velocità massima delle raffiche di vento misurate nelle stazioni di rilevamento di MeteoSvizzera nella giornata di martedì 30 maggio 2006.
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