Ricerche e studi effettuati da svariati Enti in tutto il mondo riportano l'eccezionalità dell'andamento meteorologico del 2006, risultato uno degli anni più caldi a livello globale degli ultimi 150 anni e con un autunno eccezionalmente mite, almeno nell'area alpina.
Anche il primo mese dell'inverno non è da meno e sta facendo notizia per la persistenza dell'anticiclone sull'Europa.
Durante la prima settimana di dicembre, il continente è sì stato toccato da correnti occidentali umide (che hanno portato la neve attualmente ancora presente sulle nostre montagna), ma in seguito l'alta pressione si è stabilita sull'Europa, con centro all'inizio sulle Alpi e da martedì 20 sulle Isole Britanniche. Contemporaneamente sull'area mediterranea si è formata una vasta depressione che ha causato precipitazioni estese sul centro e sul sud dell'Italia.
L'inversione di temperatura negli strati bassi dell'atmosfera, fenomeno tipico con alte pressioni invernali, ha avuto come conseguenza la formazione di nebbia molto densa sull'Inghilterra e il blocco degli aeroporti londinesi per visibilità insufficiente con ingenti perdite finanziarie
Meno tipicamente, a basse quote al sud delle Alpi la nebbia, e soprattutto la foschia, sono risultate quasi assenti, nonostante la presenza di una sensibile inversione. Probabilmente ciò dovuto alla forte formazione di brina durante la notte (che toglie parte dell'umidità all'aria) e a una debole circolazione a basse quote dalla Valpadana verso il Golfo di Genova che potrebbe causare un certo rimescolamento dell'aria a scala più grande.
In base alle previsioni del modello numerico del Centro Europeo di Previsioni a Medio Termine, l'anticiclone resterà centrato sull'Inghilterra fino a martedì (giorno di Santo Stefano). In seguito il suo centro si sposterà nuovamente sulla regione alpina, restandovi stazionario fino a sabato. Di conseguenza, a Londra i problemi per la nebbia dureranno ancora un po', mentre sulle Alpi la neve non si farà vedere prima dell'Anno Nuovo...
Da Locarno Monti l'augurio di Buone Feste.
Anche il primo mese dell'inverno non è da meno e sta facendo notizia per la persistenza dell'anticiclone sull'Europa.
Durante la prima settimana di dicembre, il continente è sì stato toccato da correnti occidentali umide (che hanno portato la neve attualmente ancora presente sulle nostre montagna), ma in seguito l'alta pressione si è stabilita sull'Europa, con centro all'inizio sulle Alpi e da martedì 20 sulle Isole Britanniche. Contemporaneamente sull'area mediterranea si è formata una vasta depressione che ha causato precipitazioni estese sul centro e sul sud dell'Italia.
L'inversione di temperatura negli strati bassi dell'atmosfera, fenomeno tipico con alte pressioni invernali, ha avuto come conseguenza la formazione di nebbia molto densa sull'Inghilterra e il blocco degli aeroporti londinesi per visibilità insufficiente con ingenti perdite finanziarie
Meno tipicamente, a basse quote al sud delle Alpi la nebbia, e soprattutto la foschia, sono risultate quasi assenti, nonostante la presenza di una sensibile inversione. Probabilmente ciò dovuto alla forte formazione di brina durante la notte (che toglie parte dell'umidità all'aria) e a una debole circolazione a basse quote dalla Valpadana verso il Golfo di Genova che potrebbe causare un certo rimescolamento dell'aria a scala più grande.
In base alle previsioni del modello numerico del Centro Europeo di Previsioni a Medio Termine, l'anticiclone resterà centrato sull'Inghilterra fino a martedì (giorno di Santo Stefano). In seguito il suo centro si sposterà nuovamente sulla regione alpina, restandovi stazionario fino a sabato. Di conseguenza, a Londra i problemi per la nebbia dureranno ancora un po', mentre sulle Alpi la neve non si farà vedere prima dell'Anno Nuovo...
Da Locarno Monti l'augurio di Buone Feste.
Venerdì pomeriggio 22 dicembre: ottima visibilità anche sul Mendrisiotto.
La neve caduta inizio dicembre (foto G. Kappenberger).
