La Pasqua di quest’anno, particolarmente precoce, è coincisa con una delle più massicce invasioni di aria fredda della stagione invernale 2007-2008. In alta montagna sono così state rilevate le temperature minime più basse di tutto il periodo. Rispetto al nord delle Alpi, al sud a basse quote le temperaure sono risultate di una decina di gradi più elevate, grazie soprattutto a un leggero effetto favonico e alla forte radiazione solare con aria limpida e nuvolosità a tratti ridotta. Le precipitazioni si sono limitate quasi esclusivamente alle Alpi e al nord, venerdì comunque le correnti da nord hanno convogliato aria umida ben oltre la cresta delle Alpi portando 10-20 centimetri di neve anche nell’alto Ticino e Mesolcina. L’evento più marcato al sud delle Alpi è però stata la breve nevicata nelle prime ore della domenica che ha ricoperto il Ticino centrale con una coltre bianca di alcuni centimetri di spessore. Il limite inferiore della neve è risultato particolarmente netto, attorno a 400 metri di quota. La nevicata, con un’area limitata, è stata causata da una zona di instabilità legata allla depressione secondaria presente sulla Valpadana. Il ritorno del sole in giornata ha però rapidamente fuso la neve, almeno sui versanti rivolti a sud.
La neve e il freddo l’hanno invece caratterizzato il weekend pasquale al nord delle Alpi. In particolare venerdì la neve è caduta abbondante nelle Alpi ed è praticamente scesa fino in pianura mentre nella notte su lunedì sono state registrate le temperature minime più basse del periodo invernale (-28.4 °C a La Brévine).
Fig. 1. Il paesaggio attorno a Locarno il mattino della domenica di Pasqua.
Fig. 2: Cumulo delle precipitazioni il venerdì mattina (in 6 ore) come registrato dai radar (valori in mm o l/m2).
Fig. 3: Altezza delle neve fresca misurata il sabato mattina dalle stazioni dell'Istituto federale per lo studio della neve e delle valanghe di Davos (http://www.slf.ch/welcome-it.html).