"Una verità scomoda"
Alcune migliaia di persone hanno assistito alla proiezione del film che perlopiù riassumeva una presentazione di Al Gore. Le riprese e le rappresentazioni grafiche molto curate hanno messo in risalto l'evoluzione del clima dal passato fino ai tempi recenti, sottolineando il riscaldamento estremamente rapido e costante avvenuto negli ultimi due decenni. In prima approssimazione, la temperatura dell'atmosfera è legata al tasso di biossido di carbonio (CO2) presente nell'aria. Quando la sua concentrazione è bassa, anche la temperatura è globalmente bassa, come per esempio durante le ere glaciali, mentre con elevati tassi di CO2 la temperatura sale.
Durante gli ultimi 800 mila anni il tasso di biossido di carbonio non è mai stato così elevato come oggigiorno e con l'ulteriore consumo di energie fossili è destinato a salire ancora di molto. Nei prossimi decenni, la temperatura potrà così essere ancora sensibilmente più alta di oggi, con conseguenze su tutta la popolazione mondiale.
Anche a livello locale, il riscaldamento è ben visibile nelle statistiche e sul terreno. Il grafico della temperatura annuale del Gran San Bernardo (mediata per decennio) mostra come i valori, da circa -1.5 a -2.0 °C fin verso gli anni '80 del secolo scorso, negli ultimi decenni siano saliti a soli -0.3/-0.4 °C, con conseguenze di vasta portata sul territorio. Quest'anno per esempio, complice anche l'innevamento scarso dello scorso inverno, i nevati sono in gran parti scomparsi e ghiacciai sono messi a nudo, ciò che ne accelera ulteriormente la fusione.
"An Inconvenient Truth" si aggiunge alla vasta documentazione già esistente sul tema del cambiamento del clima. Per chi volesse approfondire l'argomento, un ottimo articolo è per esempio riportato sul numero più recente di "La Recherche".
Fig. 1: Andamento della temperatura annuale (mediata per decennio) al Gran San Bernardo, a partire dal 1826. Negli ultimi 2 decenni, la temperatura è stata di almeno 1 grado più elevata che in precedenza.
Il Ghiacciaio del Basodino come fotografato nella seconda metà di luglio: praticamente tutti i nevati, anche quelli posti a quote più elevate, erano sparite e il ghiacciaio appariva di un colore grigio a causa dei detriti e dell'inquinamento depositati sulla superficie.

