1978 - 2008: 30 anni dopo l'alluvione
A 30 anni di distanza dall'alluvione che colpì il Ticino, MeteoSvizzera e l'Istituto Scienze della Terra della SUPSI, organizzano un pomeriggio di studio e una serata pubblica con lo scopo di illustrare i progressi fatti da allora nel campo della prevenzione degli eventi alluvionali e della gestione delle loro conseguenze.
Martedì 20 maggio 2008, presso la sala della Sopracenerina a Locarno
(Programma: vedi volantino in pdf a lato).
Il lago formato dalla diga di Palagnedra (Centovalli) alcuni giorni dopo l'alluvione (Foto archivio MeteoSvizzera).
ingrandisci_immagine.jpg, 865 KBMolto è cambiato da allora: le conoscenze scientifiche di base, gli strumenti tecnici e i modelli numerici di previsione, la gestione e l’uso del territorio, i metodi e le strategie di pronto intervento. L’evoluzione tecnica, organizzativa e pianificatoria ha portato MeteoSvizzera e l’Istituto scienze della Terra della SUPSI a porsi una domanda, se oggi dovessero manifestarsi le avvisaglie del possibile sviluppo di una situazione alluvionale come quella del 1978, come si gestirebbe una tale eventualità?
In caso di un evento alluvionale diversi sono gli enti che sarebbero coinvolti, ognuno per il suo campo di competenza. Chi allora meglio dei rappresentati di questi enti può dare una risposta alla domanda sopraccitata? Lo scopo del pomeriggio di studio è proprio quello di illustrare come si gestirebbe oggi, a trent’anni di distanza, una situazione alluvionale.
Oltre al seminario pomeridiano, la manifestazione prevede anche una serata volta a rievocare ciò che avvenne in quella tragica notte d’inizio agosto. Partendo dalla testimonianza di alcune persone che hanno vissuto in prima persona l’evento e le prime fasi della ricostruzione si darà poi la parola anche a chi fra il pubblico avrà voglia di raccontare i propri ricordi. Alcune immagini tratte dagli archivi della RTSI permetteranno di rivivere quei momenti.




