Ufficio federale di meteorologia e climatologia MeteoSvizzera

Attualità sul tempo

25 febbraio 2006

 

Abbondante nevicata al sud delle Alpi

 

Dopo la nevicata piuttosto anomala per le basse temperature ma la considerevole altezza della neve di fine gennaio 2005, una nevicata più classica ha interessato il Sud delle Alpi domenica 19 febbraio.

Situazione generale

L'attuale inverno è iniziato particolarmente secco, contrassegnato da prolungate situazioni di alta pressione e con ripetuti afflussi di aria continentale fredda in direzione delle Alpi. La siccità è stata interrotta una prima volta a fine gennaio con una nevicata particolarmente soffice fino in pianura e con altezze di neve ragguardevoli.
Anche la prima metà di febbraio al Sud delle Alpi è risultata di nuovo perlopiù asciutta, determinata da condizioni anticicloniche con anche alcune fasi di favonio. In seguito si è invece avuto un drastico cambiamento della situazione generale con l'arrivo sul continente di correnti atlantiche, assenti da diversi mesi, un progressivo riscaldamento e abbondanti precipitazioni sulle Alpi Occidentali e il Vallese. Il Sud delle Alpi è stato toccato dalle correnti occidentali a partire dal 18 febbraio con una prima perturbazione, (fronte freddo) che ha interessato soprattutto il Grigioni italiano e l'alta Engadina, portando una ventina di centimetri di neve.
La notte tra sabato 18 e domenica 19 è risultata serena e fredda, mentre nel corso di domenica mattina è iniziato l'afflusso massiccio di umidità da sudovest, formando una situazione di sbarramento. L'attiva perturbazione che è seguita ha attraversato le nostre regioni in tarda serata, accompagnata, come la precedente, da una distinta attività elettrica (fulmini e tuoni).

Le precipitazioni

I quantitativi totali di acqua caduti al sud delle Alpi sono paragonabili a quelli dell'evento di fine gennaio per il Sottoceneri, mentre sono stati più elevati nella zona del Sempione, Sopraceneri e nelle valli del Grigioni Italiano.
Nettamente più difficile da prevedere rispetto all'evento di fine gennaio, è stato il limite delle nevicate. Considerando unicamente il tipo di massa d'aria che ha prodotto le precipitazioni, si poteva teoricamente prevedere un limite tra 500 e 1000 m. Bisogna però tener conto di un fattore più difficilmente prevedibile, il raffreddamento dell'aria a causa delle precipitazioni, raffreddamento che aumenta con l'intensificazione delle precipitazioni e che risulta più marcato nelle valli. Si sono così registrate notevoli differenze di innevamento tra le regioni a basse quote del Sottoceneri e quelle del Sopraceneri.
I quantitativi di acqua equivalente (facendo fondere la neve) caduti domenica sono generalmente compresi tra 50 e 60 l/m2 nel Ticino e Mesolcina, con punte attorno a 90 l/m2 in alta Valle Maggia e Val Bedretto e tra 20 e 30 l/m2 nelle altre valli del Grigioni Italiano e dell'alta Engadina, ai quali si aggiungono i 10-20 l/m2 di sabato. In montagna sopra ca. 1500 m di quota, lunedì mattina si poteva così misurare una coltre di neve fresca di 70-90 cm, la più cospicua avuta finora quest'inverno. Nevicate nelle Alpi dell'entità di quella di domenica (su 24 h) si verificano in media ogni 5-10 anni (stazione di riferimento: Bosco Gurin).

(G. Kappenberger, F. Spinedi e G. Della Bruna, 20 febbraio 2006)

 

Precipitazioni

Precipitazioni in acqua equivalente (pioggia e neve fusa) cadute domenica 19 febbraio 2004, l/m2

Neve nuova 24h

Cartina della neve nuova, somma su 24 ore, misurata lunedí 20.2 mattina (fonte: http://www.slf.ch)

Situazione sinottica

Synop

Situazione generale al suolo, riportata dalle carte sinottiche di mezzogiorno del 18 e del 19 febbraio.

Carta isobarica: 18.02.06

Carta isobarica: 19.02.06

Immagini METEOSAT

METEOSAT

Quattro momenti della perturbazione all'origine delle nevicate di domenica visti dal satellite: alle ore 06 e 18 UTC il 18 febbraio e ore 06 18 UTC il 19.

METEOSAT: 18.02.06

METEOSAT: 18.02.06

METEOSAT: 19.02.06

METEOSAT: 19.02.06

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