La seconda settimana di novembre ci ha riservato un ventaglio di situazioni meteorologiche particolarmente interessanti. Dalla prima neve a quote sotto i 1200 metri al sud delle Alpi ed in Engadina alla tempesta Carmen al nord, da una situazione con un'inusuale calo di pressione ad un ritorno a temperature miti soprattutto in montagna.
7-8 novembre la prima nevicata copiosa al sud delle Alpi
Nella notte su domenica 7 novembre un fronte freddo proveniente dalla Manica e associato ad una zona di bassa pressione presente al sud della Germania ha raggiunto la regione alpina (Fig.1).
Il fronte ha raggiunto la cresta alpina domenica pomeriggio e ha attraversato il pendio sudalpino entro lunedì in mattinata rimanendo per alcune ore pressoché stazionario sul Ticino. Il passaggio frontale si è manifestato con un'attività anche di tipo temporalesco: tuoni e fulmini sono stati registrati, come pure grandine di piccole dimensioni. Le precipitazioni hanno raggiunto localmente in prossimità del passaggio frontale una certa intensità come osservato dai radar di MeteoSvizzera (Fig.2). Da notare i fulmini registrati sia domenica sera nel Locarnese che lunedì mattina nel Mendrisiotto. Inoltre piuttosto inusuali sono state pure le improvvise e forti raffiche di vento (fino e circa 75 km/h) nel Locarnese in contemporanea con la cella convettiva che ha prodotto i fulmini domenica verso le 20:00. L'attività convettiva piuttosto marcata per la stagione è dovuta all'incontro nella zona frontale di due masse d?aria con temperature decisamente diverse: da un lato aria cado-umida proveniente da sud e dall'altro aria fredda di origine polare. Complessivamente nei due giorni caratterizzati sono caduti da 35 a 60 l/m2 di precipitazione con punte fin verso i 70 l/m2. Il limite delle nevicate inizialmente piuttosto alto (1800-2000 m) è calato fin verso i 1000 metri (Fig.3). Da notare la particolare efficacia del fenomeno del raffreddamento dovuto allo scioglimento dei fiocchi di neve nelle vallate alpine che, grazie all'intensità delle precipitazioni, ha portato lunedì mattina la neve e il relativo limite fin sotto i 600 metri in Valle di Blenio (Acquarossa-Comprovasco). Sopra 1800 metri sono caduti da 25 a 50 cm di neve fresca (Fig.4). Più in basso sono stati registrati una ventina di centimetri a San Bernardino e sul fondovalle Engadinese.
Fig.2: immagine radar che indica le precipitazioni in corso domenica sera e lunedì mattina. Da notare alcune celle convettive identificate dal sistema TRT di MeteoSvizzera e i relativi furlmini osservati (croci, asterisci e più)
20101008_radar_0715.png, 248 KB5-9 novembre calo della pressione
In concomitanza con il passaggio frontale la pressione al suolo misurata in Svizzera è continuamente calata da ca. 1030 hPa sabato 5 novembre fino sotto i 990 hPa il 9 nomembre (Fig.5).
Accanto ai fenomeni locali è interessante notare gli sviluppi meteorologici sull'Atlantico settentrionale. Una profonda depressione si è spostata nell'arco di 48 ore dal Canada, passando per il Mare del Labrador e la Groenlandia meridionale fin verso la Cornovaglia (Fig. 6, Fig.7). In seguito ha proseguito sul continente passando sulla Francia e la Germania settentrionali. Il centro barico della depressione è calatato da 1000 hPa fino a 960 hPa.
Con l'avvicinarsi della depressione la pressione è calata pure sulla Svizzera. Nella notte su martedì 9 novembre il valore minimo è stato osservato a Fahy con 978.4 hPa, località che si è trovata con la distanza minima dalla zona di bassa pressione. In alcune stazioni prealpine e alpine sono stati misurati valori di pressione che si possono collocare tra i 10 valori più bassi nella climatologia. Record minimi non ne sono però stati raggiunti.
La regione alpina è rimasta all'interno di una profonda saccatura che ha prodotto al sud delle Alpi anche martedì e mercoledì condizioni perlopiù coperte e nebbiose con temperature fredde che sulle pianure sono rimaste comprese tra 6 e 9 gradi (limite delle nevicate attorno a 1000 metri).
12 novembre: la tempesta Carmen e le temperature miti
I processi di ciclogenesi sull'Atlantico settentrionale hanno prodotto mercoledì 11 novembre un nuovo sistema depressionario, che ha raggiunto le isole britanniche giovedì in giornata. La profonda depressione con centro di pressione tra 960 e 965 hPa ha determinato una fortissima corrente nordoccidentale verso l'Europa centrale (Fig.8 e contributo dei colleghi di MeteoZurigo). La tempesta, denominata Carmen, ha causato sulle regioni settentrionali della Svizzera dei forti venti tempestosi da ovest-nordovest a tutte le quote con punte in pianura tra 70 e 95 km/h e in montagna fino a 151 km/h (Fig.9, Fig.10).
Fig.8: Tempesta Carmen con centro di bassa pressione ad est della Scozia e venti forti associati a 700 hPa (circa 3000m). In tonalità di grigio e a colori (le nuvole più alte) l'immagine satellitare del canale infrarosso (10.8).
PSURF_FF700_20101112_06.png, 1.9 MBIl pendio sudalpino ben protetto dalle Alpi non ha segnalato valori di vento particolarmente forti. Le precipitazioni associate al passaggio del fronte freddo della depressione sono state in parte trasportate al sud delle Alpi dai forti venti nord-occidentali raggiungendo le regioni a ridosso della cresta alpina e spingedosi a tratti fino al Ticino centrale, dove non hanno raggiunto il suolo ma si sono manifestate ad esempio sottoforma di debole arcobaleno nel Locarnese questa mattina (Fig. 11). Le forti correnti atlantiche hanno fatto affluire aria viepiù mite verso le Alpi, determinando un aumento delle temperature in meno di 24 ore fino a circa 10 gradi in montagna (Fig. 12). Da notare come nelle vallate alpine sia rimasta inizialmente bloccata questa mattina dell?aria fredda (temperature più alte a Robiei che a 700 metri più in basso a Piotta) che ha dato ad Airolo un carattere nevoso alle prime precipitazioni portate da nord (3 cm misurati questa mattina).













