Da giovedì 7 a lunedì mattina 11 ottobre la regione sudalpina si è ritrovata sotto una nebbia alta persistente piuttosto inusuale. La compattezza e lo spessore dello strato nebbioso come pure la presenza di foschia al di sotto della nebbia ha dato origine a delle giornate che molti sicuramente non ricorderanno certo con particolare piacere.
La configurazione barica dell'Europa occidentale era determinata da un vasto anticiclone sulla Russia e da una depressione sull'Atlantico settentrionale (Fig. 1)
Lo stabile anticiclone presente sulla Russia ha determinato sul suo fianco meridionale un afflusso continuo di aria fredda da est nei bassi strati (vedi ad es. i venti sostenuti da est a 1000 m di quota, Fig.2) e una differenza di pressione tra la Pianura Padana e le Alpi (Fig.3) che ha garantito la necessaria spinta da sud durante tutto l'episodio.
Fig.4: Radiosondaggi di Milano per 4 termini durante l?episodio di nebbia alta. Da notare la persistenza dell'inversione attorno ai 2200 metri. Le line continue indicano la temperatura mentre le linee tratteggiate il punto di rugiada. Temperature uguali al punto di rugiada indicano zone con 100% di umidità, proprio in corrispondenza con la zona di inversione termica (sui 2200 m),
radiosondaggi.png, 239 KBL'afflusso di aria fredda nei bassi strati e la subsidenza anticiclonica in quota hanno determinato una fortissima inversione che è rimasta stabile per 4 giorni alla stessa altitudine. Il radiosondaggio di Milano la situava attorno ai 2200 metri (Fig.4). L'ampiezza dell'inversione ha raggiunto valori vicini a 6-9 gradi ed è andata poi riducendosi a partire da sabato 10 ottobre.
La marcata spinta barica e l'altezza dell'inversione ha favorito l'estendersi della nebbia alta fino alla cresta alpina infilandosi attraverso le vallate alpine, come mostra molto bene la foto satellitare (Fig.5). Il livello superiore della nebbia ha raggiunto in queste zone i 2400-2700 metri. Al di sopra le condizioni erano invece caratterizzate da un soleggiamento completo (Fig.6, Fig.7). Nelle Vallate alpine dell'alto Ticino la nebbia si è spesso distribuita su un settore verticale piuttosto importante: dai 1000 metri e fino al limite superiore, con a tratti anche molteplici strati.
Contemporaneamente anche a nord delle Alpi si è formata della nebbia alta con un limite superiore però decisamente più basso (attorno a 1200-1500 metri).
Fig.7: Foto scattata a circa 2600 metri nella regione del Basodino (Foto: MeteoSvizzera/Spinedi)
baso.jpg, 57 KBIn queste situazioni risulta sempre particolarmente spettacolare l'entrata della nebbia alta in Engadina, avvenuta a due riprese. La prima volta giovedì 7.10 e la seconda il venerdì 8.10 (vedi animazioni Fig.8 e Fig.9).
Lunedì in mattinata grazie all'avvicinarsi da ovest sul Mediterraneo di una depressione e al contemporaneo spostamento verso ovest dell'anticiclone russo si sono lentamente modificate le condizioni sinottiche determinando la progressiva dissoluzione della nebbia a partire da sud.
Fig.8: Animazione delle riprese fatte dalla webcam del Corvatsch (Engadina, 3003m) il 7.10.2010.
20101007_anim.gif, 10.9 MBFig.9: Animazione delle riprese fatte dalla webcam del Corvatsch (Engadina, 3003m) l'8.10.2010.
20101008_anim.gif, 15.9 MB









