L’anno idrologico (e glaciologico) si chiude a fine estate. È tempo di bilanci, per cui sorgono spontanee queste domande:
- l’inverno 2007-2008 è stato positivo per i ghiacciai?
- L’estate 2008, ritenuta “bagnata”, avrà fatto del bene almeno ai ghiacciai?
Per quel che concerne l’innevamento dell’inverno scorso 2007-2008, tutto sommato è caduta abbastanza neve: si è potuto sciare e la neve era presente in abbondanza anche in primavera (rapporto). Purtroppo, alcune tempeste di vento da nord hanno però asportato parte della coltre nevosa (rapporto), senza che venisse sostituita, così che a maggio, lo spessore del manto di neve dell'inverno sul ghiacciaio del Basodino era piuttosto uniforme su tutta la superficie, senza mostrare un aumento dello strato con l'aumento della quota, come si verifica invece normalmente.
L’estate ha soggettivamente dato l'impressione di essere stata piovosa, forse anche perchè è piovuto spesso durante i fine settimana (ma la statistica ci mostra che il fatto non è significativo, vedi rapporto in merito). Le precipitazioni sono sì state più abbondanti della norma in luglio e in agosto, ma sono perlopiù cadute sottoforma di pioggia fino ad alta quota, ciò che non comporta un aumento della massa del ghiacciaio anzi, piuttosto ne faviorisce lo scioglimento.
La temperatura estiva infine è risultata nettamente superiore alla media, a Robiei per esempio, di 0.6 gradi oltre la media e a quote più elevate anche leggermente di più. Bisogna infatti risalire al 2003 per trovare un'estate in montagna più calda del 2008 (v. rapporti mensili).
L’estate 2008, caratterizzata da tempo poco stabile, è stata interessata da frequenti passaggi di perturbazioni, con parecchia nuvolosità. La scarsità di notti serene è infatti negativa per il ghiacciaio, in quanto la copertura nuvolosa non permette, o solo in maniera limitata, il raffreddamento della sua superficie. Di conseguenza di notte la fusione non subisce una pausa, ma solo una riduzione temporanea.
Un altro fattore che favorisce la fusione del ghiaccio, è la scarsa riflettività della superficie. Con il succedersi di anni caldi, le impurità che nel corso dell’anno, ma soprattutto d’estate, si depositano sul ghiacciaio vengono “a galla” e si concentrano in superficie, favorendo l’assorbimento del calore dei raggi solari. Come mostrano le foto, questo è stato il caso pure quest’estate, quando anche sulla parte alta del ghiacciaio era sparita praticamente tutta la neve non solo dell’inverno scorso, ma anche di quella degli anni precedenti.
Fig. 1: Ghiacciaio del Basodino guardando verso valle (verso il lago di Robiei). La superficie scura del ghiacciaio a causa dell'accumulo di detriti assorbe molta radiazione, favorendo la fusione del ghiaccio e causando un forte ruscellamento, evidenziato dalla presenza di canali di scolo dell'acqua più o meno profondi (05.08.2008, foto G. Kappenberger).
Foto.JPG, 280 KBFig. 2: Cima del Basodino con il fasciume sul suo fianco settentrionale, vista dalla parte alta del ghiacciaio. Anche alle quote più elevate, oltre 3000 m, il ghiacciaio appare scuro a causa dell'accumulo di detriti. La palina che spunta dal ghiaccio è una canna di bambù infissa negli anni '90, dapprima ricoperta dagli strati di neve e ora riapparsa a causa della forte fusione del ghiaccio negli scorsi anni (foto G. Kappenberger).
Foto.JPG, 264 KBIl bilancio di massa del ghiacciaio del Basodino
Per risultare in equilibrio tra accumulo di neve d'inverno e perdita di ghiaccio d'estate, alla fine della stagione calda un ghiacciaio dovrebbe essere coperto di neve vecchia dell'inverno precedente su circa 2/3 della superficie (parte alta), mentre la parte bassa, la lingua, dove appare il ghiaccio e avviene la fusione dello stesso, dovrebbe rappresentare l'altro terzo. Con "linea d'equilibrio" si definisce il confine tra la zona di accumulazione e quella di ablazione (fusione).
Come mostrato dalle immagini, ciò non è stato il caso quest'anno, e non lo è più da diversi anni, ad eccezione del 2001. Quest'anno, la linea d'equilibrio è risultata più in alto del ghiacciaio, oltre i 3100 m di quota. Ciò significa che se tutti gli anni fossero come il 2008, il ghiacciaio del Basodino non potrebbe esistere. Purtroppo l'anno idrologico 2007-2008 appena terminato si aggiunge a tutta una serie di anni caldi che stanno portando a un vistosa diminuzione dei ghiacciai. Le dimensioni dei ghiacciai come le vediamo adesso non dovrebbe esser presa come paragone per le estensioni minime del passato, in quanto a causa dell'inerzia stessa dei ghiacciai, l'attuale estensione non è ancora in equilibrio con la temperatura avuta nei passati due decenni. In altre parole, anche se nei prossimi anni la temperatura non dovesse più salire, i ghiacciai continuerebbero a ritirarsi ancora per diverso tempo, fino a trovarsi in equilibrio con le condizioni climatiche e potrebbero risultare anche più ridotti che 5000 anni or sono, il periodo finora più caldo dopo la fine dell'ultima glaciazione.
All'11 settembre 2008 è stato chiuso l'anno idrologico del ghiacciaio del Basodino. La perdita media di spessore su tutto il ghiacciaio avvenuta quest'anno è stata di circa 150 cm, ciò che corrisponde a una lama d'acqua di 117 cm. Si tratta del quarto peggior anno per i ghiacciai: soltanto gli anni 1998, 2003 e 2006 hanno avuto una perdita di massa ancora maggiore.
Per approfondimenti:
http://glaciology.ethz.ch/swiss-glaciers/glaciers/basodino.html
Fig. 3: Riassunto del bilancio di massa del ghiacciaio del Basodino, in cm d'equivalente in acqua, mediata sulla superficie del ghiacciaio (circa 2 kmq). I guadagni (in blu) si misurano verso il mese di maggio, con dei rilevamenti della coltre nevosa effettuati con una sonda e con lo scavo di trincee per la misura della densità della neve. Le perdite estive, per fusione (in rosso), e il bilancio annuale (in viola) sono stabilite con misure effettuate su di una buona dozzina di paline conficcate nel ghiaccio. Simile al 2005, il 2008 è il terzo peggior anno per il Ghiacciaio del Basodino da quando sono eseguiti i rilevamenti sistematici (1992).
Grafico.jpg, 192 KBFig. 4: I torrenti che scendono dal ghiacciaio portano molta acqua di fusione anche quando il cielo è nuvoloso. La foto mostra il Lago del Zött, presso Robiei, con la tipica colorazione dell'acqua verdognola, tinta dovuta alla "farina da ghiacciaio" (foto G. Kappenberger).
Foto.JPG, 599 KBFig. 5: La perdita di spessore del ghiacciaio del Basodino dal 2007 al 2008 è stata di circa 1.5 m. Lungo i bordi del ghiacciaio la perdita è un po' maggiore. In questo caso - in base a un segno applicato nel settembre del 2007 dalla Sezione Forestale Cantonale, che misura la variazione della lunghezza dei ghiacciai ticinesi - circa 2 m (11.09.2008, foto Maja Kappenberger).
Foto.JPG, 741 KBFig. 6: Il ghiacciaio del Cavagnoli è oramai un ghiacciaio morto, senza accumulo di ghiaccio nuovo, e si sta suddividendo in piccoli appezzamenti. Ripresa da un aliante a motore, HB-2030, pilota Urs Bläsi. Sullo sfondo i laghi di Toggia (29.08.2008, foto G. Kappenberger).
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