Come abbiamo visto nell'articolo precedente, il 2007 sarà ricordato come uno degli anni piú caldi degli ultimi decenni. Questo non significa tuttavia che non vi siano stati brevi periodi freddi, come quello che stiamo vivendo da alcuni giorni. Dopo un inizio di dicembre piuttosto mite e dopo le temperature estremamente miti della scorsa settimana (fino a 6 gradi sopra la norma a basse quote), da sabato scorso il cambiamento è stato drastico.
Ecco in sintesi quello che è capitato: la presenza di un anticiclone molto stabile sul nord Europa ha indotto correnti orientali sulle Alpi. In inverno l'aria proveniente da est è sempre accompagnata da un calo della temperatura, in quanto proviene dalle pianure dell'Europa orientale e dell'Asia nordoccidentale, che in inverno si raffreddano in modo molto marcato grazie all'irradiazione notturna del calore verso lo spazio. Come spesso accade, anche in questa occasione l'arrivo del freddo è stato improvviso: se venerdí 14 dicembre le temperature erano ancora sopra la norma, sabato mattina un vento gelido ha portato l'aria fredda, che sollevandosi sui contrafforti alpini è persino riuscita a produrre qualche fiocco di neve (nonostante la pressione atmosferica molto elevata, vicina ai 1030 hPa). In montagna la temperatura è scesa in poche ore di circa 5 gradi, mentre a basse quote si è limitata a 3-4 gradi, per poi scendere ancora un po' nei giorni successivi.
Il tonfo delle temperature si è inoltre fatto notare a causa del favonio che ancora soffiava la settimana scorsa: in cinque giorni, dal 12 al 17 dicembre, a Locarno-Monti siamo passati da temperature pomeridiane di 14.5 gradi a soli 2 gradi.
La mancanza di nuvole degli scorsi giorni ha permesso anche un forte raffreddamento notturno, con minime che a Stabio hanno toccato i -9 gradi.
Andamento delle temperature giornaliere medie dal 1° al 19 dicembre 2007, con riferimento alla media pluriennale (1961-1990). Si noti come le variazioni in montagna (Gütsch sopra Andermatt, 2287 m s.l.m.) siano piú frequenti e rapide rispetto alla pianura.
temperature.jpg, 91 KBNatale 2007: sarà bianco?
Tutti i bambini (e qualche adulto) l'aspettano: arriverà la neve a basse quote per Natale? Probabilmente no, ma qualche dubbio rimane. L'anticiclone sta infatti a poco a poco cedendo e permetterà, nel fine-settimana prenatalizio, l'arrivo di aria piú mite e umida dalla Spagna. I dati attuali ci inducono a ritenere che le precipitazioni toccheranno in parte l'Italia nord-occidentale, ma non riusciranno a raggiungere la Svizzera. Se i prossimi calcoli dei modelli matematici atmosferici dovessero aggiustare il tiro, allora non è escluso che qualche debole precipitazione riesca a spingersi fino alle nostre regioni. Anche in questo caso, però, rimane una difficoltà: nevicherebbe fino in pianura? La massa d'aria in arrivo è decisamente piú mite di quella attuale, ma un "cuscino" di aria fredda potrebbe restare intrappolato negli strati bassi dell'atmosfera, e allora... i bambini potrebbero essere accontentati. "Affaire à suivre!"
Per qualche dato statistico sul "bianco Natale", si veda anche qui. Per una discussione piú generale sul clima invernale, invece, qui.

