Gli ultimissimi giorni di maggio e i primi di giugno, incluso il weekend di pentecoste, sono stati caratterizzati da vento da nord insistente e piuttosto fresco. È dall'inizio del 2005 che non vi è più stato un periodo di favonio così lungo (7 giorni) e nel passato semestre invernale - il periodo per eccellenza per la formazione del favonio - il numero di eventi è stato tra i più bassi mai registrati (una quindicina di giorni soltanto). Il favonio ha preso il posto di una fase di tempo particolarmente caldo con la presenza di aria di origine subtropicale e con massime in pianura di oltre 28 gradi, mentre nonostante il riscaldamento favonio, nei giorni con vento la temperatura massima è restata tra 16 e 22 gradi. Inoltre, aggiungendo l'effetto raffreddante del vento, la temperatura sensibile, non ha neanche raggiunto 15 gradi. Lo sbalzo termico è così stato notevolissimo, con lo scarto dalla temperatura media che è passato da +5/6 gradi il giorno 27 maggio a -2/-3 gradi il giorno 31.
A partire da martedì 6 giugno le correnti a basse quote hanno iniziato a convogliare aria continentale da est verso la Valpadana, sempre secca ma con temperature vicine alla media. Le correnti orientali hanno comunque apportato un po' di foschia e causato una leggera instabilità con la formazione di una temporanea copertura nuvolosa, soprattutto il mattino presto.
Paragone tra le temperature massime del 27 e del 31 maggio.
Al sud delle Alpi il 27 i valori a basse quote hanno ampiamente superato i 28 gradi, con una punta di 30.3 gradi a Grono. Anche ad alta quota le temparature hanno raggiunto valori positivi (0.9 °C al Jungfraujoch e 2.0 °C al Corvatsch). Per contro, soli 4 giorni dopo, la massima in pianura è salita a soli 16-19 gradi e anche in montagna lo scarto è risultato dello stesso ordine di grandezza.